Davanti all’ingresso del Tribunale di Forlì, la protesta ha il volto pulito e fermo di un nonno. Un’azione pacifica, solitaria, fatta di volantini distribuiti ai passanti con una domanda che brucia: «Vergogna, è questa la giustizia?». Un’istantanea che ha catturato l’attenzione dei cittadini in transito in piazzale Beccaria e persino di alcuni avvocati che, stringendogli la mano, lo hanno rincuorato con amara franchezza: «Purtroppo, di casi paradossali come il suo ce ne sono diversi». Dietro quel pezzo di carta c’è la storia di un bambino di 9 anni e di una burocrazia che sembra essersi dimenticata di lui. Da tre anni il padre non versa i 300 euro mensili fissati dal Tribunale per il mantenimento. Eppure i soldi ci sarebbero: l’azienda presso cui l’uomo lavora ha già accantonato oltre 6mila euro attraverso la decurtazione del quinto dello stipendio. Un tesoretto che però resta congelato, inaccessibile, “fantasma”. Il motivo? Il giudice continua a rinviare le udienze, impedendo di assegnare formalmente quelle somme alla madre del piccolo. La vicenda giudiziaria è una tela di Penelope iniziata con il primo precetto il 24 ottobre 2024 per coprire i buchi del 2021, 2023 e dell’intero 2024 (mentre il padre veniva condannato in sede penale a due anni e tre mesi per maltrattamenti e lesioni). Da lì, il valzer dei rinvii: dal 14 gennaio 2025 al 20 marzo, poi a luglio, fino al 19 febbraio di quest’anno. L’ultima doccia fredda a luglio, con lo slittamento al prossimo 1° settembre. Nel frattempo, persino il datore di lavoro ha scritto al legale della madre del bambino per chiedere, quasi paradossalmente, se debba continuare ad accantonare fondi sospesi nel nulla. «Mi chiedo se sia possibile che un bambino e la sua mamma debbano essere penalizzati perché un giudice decide di non decidere», si sfoga il nonno in piazzale Beccaria. Ma forse, il rumore di quella protesta è riuscito a varcare le porte del Palazzo di Giustizia: proprio ieri, l’avvocata della madre è stata convocata ufficialmente dal presidente del Tribunale. All’incontro hanno preso parte anche alcuni membri del Consiglio dell’Ordine degli avvocati e sono stati chiariti alcuni aspetti della procedura con la promessa di rincontrarsi
Forlì. Soldi congelati dal Tribunale, la protesta di un nonno