Entro fine mese finiranno i lavori di ristrutturazione della Casa di secondo livello che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno o al più tardi all’inizio del 2026. Si tratta di una struttura cruciale tra gli strumenti messi a disposizione delle donne vittime di violenza, una realtà collegata alla Casa rifugio, in cui le donne vittime di violenza possono intraprendere percorsi di semiautonomia e muovere i primi passi di una nuova vita.
È quanto emerso ieri, durante la Commissione pari opportunità nella quale è stato presentato il ricco calendario di eventi proposti in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il lavoro portato avanti dal Centro donna cerca di dare risposte, attraverso diversi servizi, ai bisogni concreti di chi è obbligata a lasciare casa per scappare alle violenze che si consuma tra le quattro mura di casa. Anche se i dati sono ancora provvisori poiché riferiti all’anno in corso, a fine ottobre il Centro donna ha registrato 325 accessi di cui 196 casi di maltrattamento e 104 percorsi di fuoriuscita dalla violenza attivi. Di questi ultimi, 53 sono nuovi casi presi in carico nel 2025.
«Stiamo costruendo un progetto di formazione con due aziende della zona Selva – ha spiegato Giulia Civelli – finalizzato all’inserimento lavorativo. La realizzazione è molto complicata perché sono diversi i temi interessati, da quello dei trasporti poiché le aziende fanno turni serali ma anche la questione della gestione dei bambini durante l’assenza delle madri poiché molti casi hanno una rete familiare fragile. Con queste due aziende abbiamo già organizzato due incontri, il nostro obiettivo è costruire un progetto solido».
Sono anni che il Centro donna finanzia percorsi di formazione proprio perché l’obiettivo è quello di fornire un aiuto concreto alle cittadine anche nella costruzione di percorsi di autonomia. Durante la Commissione, su proposta della consigliera del Pd, Elisa Massa, si è aperto alla possibilità che in una delle prossime sedute possa partecipare l’assessora regionale Gessica Allegni anche per illustrare le possibilità legate al reperimento di finanziamenti pubblici per realizzare i progetti. Durante l’incontro si è ribadita la volontà, condivisa da forze politiche di maggioranza e minoranza, di rimettere mano all’ assegnazione delle case popolari e prevedere criteri che favoriscano l’assegnazione alle donne vittime di violenza per dare loro un luogo in cui possano iniziare una seconda vita.
A partire da sabato si susseguiranno una serie di eventi, promossi dal Comune di Forlì, in collaborazione con il Centro Donna e il Tavolo Permanente delle Associazioni contro la violenza alle donne, e con il sostegno della Provincia di Forlì-Cesena e la Regione Emilia Romagna. Momenti di confronto pubblici e banchetti informativi, eventi con le scuole, mostre, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e presentazioni di libri.