«Il Regolamento della struttura, in quanto tale, deve essere frutto di un insieme di norme redatte dal gestore che consentano di soddisfare le esigenze delle persone bisognose in base alla possibilità organizzativa e logistica della struttura, in termini di numero di personale e di spazi disponibili, in coerenza con quanto avviene anche nelle strutture socioresidenziali per le quali è previsto di dotarsi di un regolamento che definisca modalità di accesso e permanenza degli animali di affezione nonché i protocolli di igiene e pulizia».
Gian Luigi Belloli, direttore dell’Unità operativa di Igiene e sanità pubblica Forlì-Cesena spiega quali sono i passi da percorrere per rendere possibile l’accesso alle strutture per persone senza fissa dimora assieme ai loro animali domestici. Al momento, infatti, in città non è possibile accogliere i senzatetto con cani al seguito costringendoli, di fatto, a farli finire in canile per poter godere di un letto caldo. Un distacco impensabile per chi considera il proprio compagno a quattro zampe un membro della famiglia. «Va detto che l’accesso a tali strutture per le persone con disagio sociale insieme ai propri animali domestici diventa un aspetto importante nella nostra società attuale ove le persone rimaste sole cercano affetto e attenzione negli animali di compagnia - ragiona Belloli -. La società è in continua evoluzione ed è recentemente andata incontro a cambiamenti significativi che hanno ridefinito i rapporti interpersonali, soprattutto nel mondo occidentale. La sensibilità nei confronti degli animali è molto aumentata, in parte per via del loro riconoscimento come esseri intelligenti e senzienti, capaci di provare emozioni simili alle nostre, in parte grazie alla comprensione dei numerosi benefici psicologici, fisici e sociali che derivano dal legame con loro».
Naturalmente non vanno trascurati gli aspetti sanitari: «Ancor prima delle condizioni sanitarie dell’animale - ragiona Belloli -, non si può prescindere dalle condizioni logistiche e gestionali della struttura che devono essere tali da consentire l’accesso e la permanenza degli animali nel rispetto degli altri ospiti nell’ottica di una sana e civile convivenza all’interno della struttura deputata all’accoglienza». La nostra provincia così come la regione si è più volte distinta per permettere l’accesso di animali domestici all’interno di strutture sanitarie. «In Emilia- Romagna la Regione ha inteso riconoscere il valore affettivo e terapeutico degli animali da compagnia, in quanto arricchiscono la vita degli anziani, perché migliorano il loro benessere psicologico. La presenza dell’animale - conclude - mostra un effetto benefico e positivo sui sintomi sia comportamentali che psicologici della demenza. Lo stesso vale per le persone con disabilità, per le quali l’attività con un animale è un intervento riabilitativo perché crea un legame emotivo che rompe qualsiasi tipo di barriera e crea un rapporto di interdipendenza affettiva importantissima per l’aiuto terapeutico. Il provvedimento regionale è rivolto anche alle persone con disagio sociale o con problematiche familiari ove è chiaro che con la presenza di animali al seguito devono poter contare su strutture idonee e operatori con competenze specifiche».