Il Panathlon Club Forlì ha consegnato mercoledì sera il “Premio Salvatore Gioiello” al giornalista Ubaldo Scanagatta, di fronte a un pubblico assai numeroso come da tempo non si vedeva.
Dopo l’intervento istituzionale della presidente Marilena Rosetti, è stata ricordata la figura di Salvatore Gioiello dal figlio Maurizio, che ha lasciato il microfono a Stefano Benzoni, conduttore della serata. Il giornalista forlivese ha esposto rapidamente la biografia di Scanagatta, per poi chiedergli perché abbia scelto di occuparsi di tennis. “Si può dire che sono nato con una racchetta in mano - ha risposto Scanagatta - mio padre era presidente del circolo tennis di Firenze e a quattro anni già giocavo sui campi di terra rossa. Ho raggiunto livelli discreti ma ho capito che era meglio dedicarsi al giornalismo. La mia dote maggiore è la memoria, almeno per ciò che riguarda il tennis: sono capace di elencare anno per anno i vincitori di Wimbledon dal 1946 ad oggi. Nel corso degli anni mi sono ritrovato a vivere professionalmente ere diverse: ho iniziato con la macchina da scrivere presso “La Nazione”, poi è arrivato il computer; in seguito sono passato alla radio e alla televisione e, infine, oggi ho a che fare con i social. Sono tutti lavori simili ma diversi e non è sempre facile cambiare.”
Inevitabile affrontare il tema Sinner: “Si allena in un modo incredibile: per esempio in allenamento usa il rovescio a una mano anche se poi non lo utilizzerà quasi mai in partita. Si allena così perché sa che quanto fa oggi gli basta, ma se vorrà vincere anche domani dovrà migliorarsi sempre. Oltre a questo c’è anche una forza in lui che deriva dagli esempi familiari. Lo scorso anno il padre di Sinner non è andato a Roma a vedere la finale del figlio perché doveva lavorare, visto che ancora gli mancava un anno e mezzo per andare in pensione.
Poi c’è da considerare, inoltre, il carattere affabile di questo ragazzo. Faccio un esempio: l’anno scorso vado in Arabia per seguire un torneo esibizione con in palio milioni di dollari. Nel pomeriggio mi reco a vedere Sinner che si allena. Al termine dell’allenamento gli dico che ho giocato con vari numeri uno, come McEnroe, Borg, Navratilova e Sales, quindi gli chiedo se vuole giocare con me, e lui mi risponde che non è più il numero uno. Ma poi, qualche scambio lo abbiamo fatto”.