Dal 1° ottobre anche il Distretto di Forlì, così come le altre città romagnole, ha le sue Aggregazioni funzionali territoriali (Aft): sette gruppi di medici di famiglia, organizzati per area geografica, che dovranno garantire ai cittadini la continuità delle cure nell’arco dell’intera giornata. Non si tratta di nuove strutture fisiche ma di un modello di lavoro coordinato che coinvolge i medici di medicina generale e gli ex medici di continuità assistenziale, e che si inserisce nella riorganizzazione della sanità territoriale prevista a livello regionale. Un primo passo che, gradualmente, porterà ad una riorganizzazione del servizio sanitario. A chiarire il contenuto della deliberazione del Direttore Generale dell’Ausl della Romagna, Tiziano Carradori, del 29 settembre scorso che istituisce formalmente le Aggregazioni funzionali territoriali della medicina generale spiegandone il funzionamento e il ruolo che avranno è il direttore di distretto, Francesco Sintoni.
Forlì. Sanità, Aggregazioni funzionali territoriali al via
Dottore, chi lavorerà nelle Aft del forlivese?
«Le Aft non sono una struttura, ma sono aggregazioni funzionali territoriali monoprofessionali della medicina generale, sorte di unità operative di medici di assistenza primaria. Ogni Aft ha una popolazione di riferimento definita territorialmente, e su di essa devono garantire la continuità dell’assistenza per tutto l’arco della giornata, attraverso modalità e forme organizzative definite, che saranno anche comunicate pubblicamente attraverso carte dei servizi. Ne fanno parte tutti i medici del Ruolo unico di assistenza primaria (Ruap) del territorio, cioè i medici di medicina generale e i medici dell’ex continuità assistenziale, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato. Nel Distretto di Forlì sono state istituite sette Aft: Forlì Nord, Forlì Centro, Forlì Est, Forlì Sud, Forlimpopoli, Bidente e Montone e Tramazzo».
Cosa faranno esattamente? Che prestazioni daranno? Che orari avranno? Quali saranno le modalità di accesso per i cittadini?
«Le Aft hanno compiti assistenziali e di governo clinico. Perseguono obiettivi di salute e di attività definiti dall’Azienda nell’ambito della programmazione regionale, con particolare attenzione alla continuità dell’assistenza e alla presa in carico della cronicità. Erogheranno tutte le prestazioni previste in ambito di assistenza primaria, visite mediche (programmate o urgenti), prescrizioni di farmaci, certificazioni, vaccinazioni, assistenza domiciliare e i medici che le costituiscono lavoreranno in modo coordinato. Per il cittadino il riferimento resta il proprio medico di famiglia. L’articolazione delle attività, degli orari e delle eventuali ulteriori linee di servizio è stata definita nell’Accordo attuativo aziendale e sarà pubblicamente comunicata alla cittadinanza tramite carte dei servizi e trasmissione di informazioni nei vari canali».
Se l’operatore sanitario ritiene che la persona debba essere inviata al Pronto soccorso o al Cau, esistono percorsi dedicati?
«I medici delle Aft operano in raccordo con la rete dell’emergenza-urgenza, secondo i percorsi aziendali. Con l’attivazione del numero europeo armonizzato 116117 per le cure mediche non urgenti - previsto per il gennaio 2027 -, si rafforzerà ulteriormente l’integrazione con le articolazioni funzionali delle Aft presenti sul territorio. L’evoluzione dei Cau è rappresentata dagli ambulatori di Aft che progressivamente saranno implementati e al cui interno operano i medici stessi delle Aft».
È prevista una Aft nella Casa della Comunità di Forlì quando sarà pronta?
«La Casa della Comunità Hub di Forlì sarà attivata entro l’anno e al proprio interno è prevista l’attivazione di un ambulatorio di Aft che fungerà da riferimento per le Aft dell’area urbana di Forlì».
L’Aft a Forlì sostituirà il Cau? È prevista una chiusura o un ridimensionamento del Cau di Forlì?
«Fino alla piena implementazione del nuovo modello il Cau continuerà a funzionare. A regime è prevista nel modello regionale la transizione di tutti i Cau nei nuovi ambulatori di Aft, ma ciò avverrà gradualmente e nel momento in cui le nuove strutture saranno nelle condizioni di erogare tutte le prestazioni attualmente offerte da Cau».
Sono già operative, visto che nel documento veniva indicato il 1° ottobre come data di attivazione del servizio?
«Le Aft sono state formalmente istituite con deliberazione del Direttore Generale dal 1° ottobre 2026. Fino alla piena implementazione del nuovo modello il Cau continuerà a funzionare».