L’inaugurazione a maggio scorso, ma le porte della nuova sala polifunzionale di via Locchi, ai Romiti, sono ancora chiuse. Una ferita, per un quartiere duramente colpito dall’alluvione del maggio 2023, ancora non del tutto rimarginata e che in quel cantiere vedeva il simbolo della rinascita sociale della zona. Il nodo centrale non riguarda più i lavori di ripristino o le pratiche edilizie. A bloccare la fruizione del bene è la macchina burocratica legata al modello di gestione. Con la recente modifica al regolamento dei quartieri, l’utilizzo dell’immobile richiede la presenza di realtà strutturate capaci di sottoscrivere un patto di collaborazione con il Comune.
«Sin da subito dopo il taglio del nastro abbiamo chiesto informazioni all’Amministrazione per capire come fruire degli spazi - spiega il coordinatore del Comitato di quartiere Romti, Stefano Valmori - . I tempi potevano essere più rapidi, ma occorreva espletare diverse formalità. Abbiamo chiesto di attivare un patto di collaborazione perché il quartiere vuole far tornare a vivere quegli ambienti, non siamo certo rimasti a guardare».
La vicenda è finita al centro del dibattito in consiglio comunale dopo un’interrogazione della consigliera Elena Colangelo (Rinnoviamo Forlì), che ha sollecitato la giunta a fornire date certe sul completamento e l’effettiva apertura al pubblico. «I Romiti necessitano di luoghi di incontro e socialità - ha incalzato Colangelo -. Questa struttura deve diventare un punto di riferimento fondamentale per associazioni, famiglie, anziani e l’intera comunità».
A rispondere in aula è stata l’assessora al Welfare, Angelica Sansavini, rassicurando sulla sicurezza dell’impianto: «Le certificazioni sono in regola e manca pochissimo per completare l’arredo. Il perno della gestione è il Comitato di quartiere, chiamato a fare da collante con le altre associazioni del territorio». L’Amministrazione ha già avviato i primi confronti formali per raccogliere le manifestazioni di interesse, ponendosi l’obiettivo di definire le disponibilità nel giro di una decina di giorni. La linea della giunta non persuade però l’opposizione. La consigliera del Partito Democratico, Elisa Massa, ha espresso forte scetticismo sulla scelta di affidarsi unicamente al terzo settore: «Non ci si può appoggiare solo al volontariato. Il rischio concreto è che la sala resti aperta un solo pomeriggio alla settimana, depotenziando del tutto un investimento prezioso».
Al di là della discussione in Consiglio comunale, l’auspicata accelerazione sembra muovere i primi passi. Proprio ieri, tra le parti c’è stato un primo incontro operativo in Municipio per verificare i dettagli della gestione condivisa. «Abbiamo avviato un percorso con il Comune per un utilizzo multifunzionale - ribadisce Valmori -. L’importante è restituire questo luogo a tutti: dai bambini alle persone con fragilità o disabilità, fino agli anziani. Come comitato non ci tireremo indietro, vogliamo che la sala polifunzionale di via Locchi torni ad essere un punto di riferimento per i Romiti e non solo».