Forlì. Ronco Lido, cantiere infinito e degrado: la protesta dei residenti

Forlì
  • 13 settembre 2026

Il “rush finale” promesso dall’Amministrazione si è trasformato nell’ennesimo traguardo mancato. I residenti del quartiere Ronco tornano ad alzare la voce per denunciare lo stallo del completamento dei lavori di riqualificazione del Ronco Lido, un cantiere che doveva chiudersi definitivamente lo scorso 31 agosto. «Un’altra promessa non mantenuta in una narrazione che si ripete identica da sette anni», attaccano Moreno Cimatti, Tiziano Lazzarini e Guido Ranieri, abitanti del quartiere e volti storici della Polisportiva 2002 Ronco. Dai primi impegni assunti dall’allora vicesindaco Mezzacapo fino all’ultima assemblea pubblica del novembre 2025, la storia del Ronco Lido si è trasformata per i cittadini in una serie di rinvii sistematici. Dopo l’ultimo incontro, la giunta aveva garantito un nuovo confronto aperto con il Comitato di quartiere, ma ogni richiesta di convocazione è finita nel vuoto.

I firmatari della protesta contestano anche la ricostruzione dei fatti fornita dall’Amministrazione che aveva parlato di un’area in totale abbandono da vent’anni. «Una narrazione distorta: prima del contenzioso giudiziario legata solo al ristorante, i campi da calcio e il parco erano pienamente agibili e funzionanti - proseguono -. Negli ultimi sette anni, invece, la manutenzione del verde è stata gravemente insufficiente». Né regge, secondo i residenti, il ricorso al pretesto dell’alluvione di maggio 2023. «La demolizione della struttura del ristorante è scattata soltanto nell’ottobre 2024, ben sedici mesi dopo l’evento alluvionale - sottolineano i tre firmatari -. I lavori di abbattimento si sono poi trascinati per ben un anno a causa di presunte condizioni inaspettate. Nel frattempo, i campi da calcio e i relativi spogliatoi sono stati lasciati al degrado, diventando habitat per roditori e rettili».

Pesante anche il bilancio ambientale e funzionale del progetto: per fare spazio al nuovo complesso sono stati abbattuti alberi sani e capitozzate le storiche querce del parco. «Le nuove piantine messe a dimora stanno già seccando per mancanza di irrigazione, esattamente come accaduto in piazza Berlinguer - sottolineano i cittadini - . Inoltre, la destinazione d’uso dell’area è stata radicalmente ridimensionata: la struttura polivalente originaria da 1.200 metri quadri, destinata a ristorante, cultura e aggregazione giovanile, è stata trasformata in una semplice piadineria di 300 metri quadri, impoverendo la funzione sociale del quartiere».

Stanchi dei silenzi e del mancato rispetto delle scadenze, i residenti chiedono oggi un gesto di responsabilità: «Il 31 agosto è passato da un pezzo e il cantiere è ancora aperto. Chiediamo al sindaco di assumersi la responsabilità di questo fallimento e di venire di persona nel quartiere a spiegare ai cittadini le vere ragioni di questo disastro».

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