Forlì, riordino territoriale: il no di Ascom alla Provincia unica Romagna

Forlì
  • 02 luglio 2026

No alla Provincia unica, sì a un riassetto istituzionale che riduca i costi, ma a patto di valorizzare Forlì e difendere i suoi servizi. Ascom Confcommercio anticipa il dibattito sul futuro istituzionale del territorio, bocciando senza appello l’idea del super-ente romagnolo al centro dell’incontro in programma oggi a Rocca delle Caminate sulla riordino territoriale indetto da Provincia e Regione. Non solo, l’associazione di categoria rilancia con l’istituzione della Regione Romagna visto che «unendo le tre province attuali, conta 1,1 milioni di residenti e un Pil stimato tra i 38 e i 40 miliardi di euro (su circa 199 totali dell’Emilia-Romagna)». Una sfida «al limite dell’impossibile», ammette la stessa Confcommercio, ma necessaria per evitare che Forlì venga scippata delle sue eccellenze. Il timore dell’associazione è che una Provincia unica finisca per impoverire il capoluogo forlivese a vantaggio dei territori confinanti. Il focus si sposta subito sulle infrastrutture strategiche: «Basti pensare ai dibattiti sorti attorno a realtà quali la Fiera di Forlì e l’aeroporto Ridolfi, che si sta cercando di depotenziare a vantaggio di altre aree romagnole - dice chiaramente il direttore di Ascom, Alberto Zattini -. Le principali città italiane farebbero carte false per poter avere uno scalo cittadino. Per non parlare della discussione avviata sull’Alta velocità a Forlì». L’associazione lancia poi una stoccata ai cugini romagnoli: «Quando si presenta un vantaggio per il Forlivese, i territori vicini chiedono compensazioni o cambi di progetto a nostro discapito. Non ricordiamo rappresentanti istituzionali del Forlivese che abbiano fatto altrettanto. Serve maggior gioco di squadra e una politica pronta a dare battaglia». Per Confcommercio il vero riordino deve partire dal basso, aggregando i Municipi più piccoli per salvare i servizi di prossimità. «I numeri parlano chiaro: Premilcuore conta appena 680 abitanti e una manciata di dipendenti. Andrebbe fuso con la vicina Predappio», non ci gira attorno Zattini. Stesso discorso per la vallata del Montone: l’unione di Castrocaro Terme e Terra del Sole, Dovadola, Rocca San Casciano e Portico e San Benedetto farebbe registrare complessivamente 10.660 abitanti, una popolazione analoga a quella di Meldola. «Accorpare quattro Comuni in uno permetterebbe di razionalizzare i dirigenti e tagliare i costi - evidenzia il direttore di Ascom -. Un unico Comune ha più forza contrattuale con i grandi gruppi per mantenere e garantire i servizi nei propri paesi». Da qui anche l’appello al Governo per accelerare i decreti attuativi della Legge sulla Montagna (la n. 131 del 2025) per sbloccare bonus nascita e incentivi fiscali per chi resiste in periferia.

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