Forlì. “Ricoverato” San Pellegrino, la scienza svela nuovi dettagli

Forlì
  • 26 aprile 2026

Nel quadro delle celebrazioni per il Giubileo dei 300 anni dalla canonizzazione di San Pellegrino Laziosi, prende forma anche un articolato percorso di ricerca scientifica avviato con la ricognizione del corpo del Santo. Un intervento che segna l’inizio di un’indagine multidisciplinare destinata, nei prossimi mesi, ad approfondire gli aspetti più concreti e storicamente documentabili della sua vita.

A coordinare le attività è il paleopatologo Mirko Traversari, che ha illustrato le fasi del lavoro. «Questa prima fase si è articolata in due distinti momenti conoscitivi - spiega Traversar i -. Il primo si è svolto alla presenza delle autorità civili e religiose, sotto la supervisione del vescovo Livio Corazza, di padre Franco Azzalli e del professor Gianandrea Pasquinelli dell’Università di Bologna. In questa fase si è proceduto alla verifica dello stato di conservazione del corpo, anche in relazione alla precedente ricognizione del 1958, oltre alla rimozione di eventuali criticità che avrebbero potuto comprometterne l’integrità».

La seconda fase ha previsto il trasferimento del corpo all’Unità Operativa di Radiologia dell’ospedale Morgagni-Pierantoni, dove è stata eseguita una tomografia computerizzata total body. Un passaggio delicato, reso possibile grazie al supporto logistico e sanitario di Elcas Società Cooperativa Onlus. «Elcas collabora da anni con le attività di paleopatologia dell’Università di Bologna - spiega Traversari - garantendo competenze elevate, rigore etico e un elevatissimo supporto tecnologico: elementi indispensabili nella gestione di ‘pazienti’ così peculiari, che richiedono protocolli operativi comparabili a quelli adottati nei casi di trauma maggiore o politrauma e per questo desidero ringraziare il presidente Maurizio Zaccarelli per il costante sostegno».

L’esame diagnostico, svolto con il contributo dell’équipe radiologica diretta dalla professoressa Emanuela Giampalma e con la partecipazione del radiologo Enrico Petrella, ha fornito elementi preziosi per la successiva fase di studio. Tornato nella chiesa di Santa Maria dei Servi, il corpo è stato oggetto di ulteriori indagini dirette, rese più efficaci proprio grazie ai risultati dell’imaging.

«Grazie alle specifiche competenze del personale radiologico è stato possibile individuare fin da subito aspetti inediti, finora sconosciuti, relativi alla vita di San Pellegrino», evidenzia Traversari. Dati che sono attualmente in fase di validazione e che, una volta confermati, saranno condivisi con la cittadinanza e con i fedeli.

Parallelamente, sono già in programma nuove linee di ricerca che verranno avviate a breve, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il quadro conoscitivo. Il progetto si inserisce in una prospettiva che unisce scienza, storia e devozione, offrendo una lettura più approfondita della figura del Santo. Nel corso dell’anno giubilare, infine, saranno organizzati momenti pubblici di restituzione dei risultati, in accordo con le autorità ecclesiastiche.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui