Nella mattinata di oggi, martedì 25 agosto, l’Amministrazione comunale di Forlì ha posizionato una corona commemorativa presso la targa dedicata alle vittime del terribile bombardamento alleato di piazza Saffi, nei pressi del palazzo delle Poste, rinnovando il ricordo, a 82 anni di distanza, di quanto accadde. In rappresentanza della città, il vicesindaco Vincenzo Bongiorno e don Antonino Nicotra, parroco del Centro storico, assieme ad alcuni fedeli, si sono raccolti in un momento di riflessione e di preghiera all’interno della Cappella Ferri dove sono riportate con nome e cognome tutte le vittime di quel terribile bombardamento che colpì il centro cittadino. Lì è stato ricordato anche il parroco di allora, mons. Giuseppe Prati (il popolare don Pippo), che trascorse l’intera giornata a raccogliere i brandelli di carne umana per poi darne pietosa sepoltura in una fossa comune allestita al Cimitero Monumentale.
Era venerdì, giorno di mercato, e piazza Saffi era affollata di cittadini quando, poco dopo le 9 del mattino del 25 agosto 1944, gli aerei comparvero sulla città.
L’obiettivo doveva essere la stazione ferroviaria e i raccordi della ferrovia, importanti vie di comunicazione utilizzate dalle forze tedesche. Una formazione di bombardieri sudafricani sganciò tuttavia numerosi ordigni che colpirono anche il cuore della città, investendo piazza Saffi e le vie circostanti.
Il bilancio fu drammatico: numerosi civili persero la vita e centinaia furono i feriti. Particolarmente devastante fu l’impatto sul sagrato dell’Abbazia di San Mercuriale, dove molte persone avevano cercato riparo. Furono inoltre gravemente danneggiati diversi palazzi del Centro Storico.
Anche il monumento ad Aurelio Saffi subì gravi danni a causa dell’esplosione di una bomba rimasta inesplosa e venne successivamente rimosso e custodito in un deposito comunale, prima di essere ricollocato nella piazza nel 1961.
Ancora oggi, in piazza Saffi e nelle strade limitrofe, sono visibili alcune tracce di quella devastazione: segni sulle strutture dell’Abbazia di San Mercuriale, sui basamenti e sulle facciate degli edifici testimoniano materialmente la violenza di quel giorno.
“Ricordare il 25 agosto 1944 significa rendere omaggio alle vittime, ai feriti e a tutti coloro che furono coinvolti in quella tragedia. Significa soprattutto riaffermare il valore della memoria come strumento di conoscenza e di educazione per essere nel quotidiano costruttori di pace” è stato il pensiero condiviso dal vicesindaco e da don Nicotra.