Forlì, richiesta di scarcerazione per Luca Spada

Forlì
  • 25 aprile 2026

Depositata la richiesta di scarcerazione per Luca Spada, il 27enne autista soccorritore della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato per la morte dell’85enne Deanna Mambelli, avvenuta il 25 novembre 2025 durante un trasporto in ambulanza a bordo della quale si trovava anche l’indagato.

I suoi avvocati, Marco Martines e Gloria Parigi, hanno depositato - come già annunciato al termine dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Ilaria Rosati - la richiesta di attenuazione della misura cautelare. Sarà il Tribunale del Riesame a decidere se aprire le porte del carcere della Rocca a Spada, che si trova in cella dall’11 aprile quando venne prelevato dai Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Forlì. La difesa aveva subito dichiarato di voler attendere le trascrizioni dell’interrogatorio per poi presentare istanza di libertà. La Procura, di contro, aveva optato per l’arresto ipotizzando il rischio di inquinamento delle prove. Un altro elemento centrale per la difesa sarà l’autopsia svolta dall’anatomopatologa Donatella Fedeli: i legali Martines e Parigi cercheranno di ribaltarne i risultati a favore del proprio assistito. Per questo, oltre ai documenti, attendono di visionare il video dell’esame autoptico.

Dal lato della Procura, invece, si è aperto un nuovo capitolo: analizzare parole, comportamenti ed espressioni per tracciare un profilo psicologico dell’indagato, ovviamente collegato all’ipotesi d’accusa. Questo è il compito del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Racis) di Roma, giunto a Forlì in questi giorni per “studiare” Luca Spada.

La Procura di Forlì è da tempo alla ricerca di un possibile movente. Le piste seguite sono principalmente due: quella patrimoniale legata a presunte collaborazioni con agenzie di pompe funebri, giudicata però dagli stessi inquirenti poco credibile. La difesa, su questo punto, ha però ribadito che Spada, durante l’interrogatorio, ha ammesso solo collaborazioni saltuarie con un’agenzia di Meldola, basate esclusivamente su un rapporto di amicizia con i titolari. Altra pista è quella psicologica: un presunto delirio di onnipotenza che avrebbe spinto Spada a provocare la morte di anziani a lui affidati durante normali trasporti tra case di cura.

Per scavare nella personalità di Spada, i Carabinieri di Forlì hanno richiesto il supporto degli esperti del Racis. Poiché ogni valutazione deve poggiare su basi scientifiche e mediche, i militari sono partiti dalle numerose apparizioni televisive del giovane. Spada, infatti, si è sempre dichiarato innocente e, prima ancora dell’arresto, aveva partecipato a diverse trasmissioni sui canali Rai e Mediaset (tra cui un’intervista a “Le Iene”). Poi c’è anche la ripresa al momento dell’arresto. Queste registrazioni sono il primo tassello per l’identikit: il compito dei militari sarà analizzare il materiale per verificare se il profilo emerso possa sostenere l’accusa di trovarsi di fronte a un soggetto propenso al delitto.

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