Forlì, resta alta la guardia tra i lavoratori dell’Electrolux

Cinquanta giorni di stop. Le procedure di licenziamento per i lavoratori di Electrolux sono ufficialmente congelate, allontanando - almeno per il momento - lo spettro del tracollo occupazionale che da settimane agita lo stabilimento di Forlì e gli altri siti italiani del gruppo. Questo ha concesso un prezioso margine di tempo per trattare, ma tra le linee di produzione la guardia resta altissima. «La prima reazione generale? Abbiamo tirato un sospiro di sollievo, ci sarà una tregua», racconta all’indomani del vertice nella Capitale Elisa Guidi, delegata della Rsu interna allo stabilimento di viale Bologna. Una boccata d’ossigeno fondamentale per le tute blu forlivesi, anche se l’ottimismo viene subito temperato dalla realtà dei fatti. «Si tratta di una tregua che qualcuno ha definito “armata” – precisa Guidi –, nel senso che comunque il piano aziendale non è stato affatto ritirato». La ristrutturazione e i tagli previsti dalla multinazionale svedese rimangono sullo sfondo, ma questi cinquanta giorni rappresentano l’ultima trincea per rimettere in discussione i piani industriali.

Ora la palla passa alla diplomazia sindacale e istituzionale. Davanti c’è un calendario fittissimo che trasformerà le prossime settimane in una vera e propria maratona negoziale. A partire dal prossimo 25 giugno sono infatti già in programma cinque incontri consecutivi al Ministero, dove le sigle sindacali e i rappresentanti degli enti locali si siederanno al tavolo ministeriale insieme ai vertici dell’azienda per provare a individuare soluzioni alternative agli esuberi e ai licenziamenti. «Saremo spesso a Roma per provare a trovare la quadra e un equilibrio perché ancora tutto è da chiarire», sottolinea la rappresentante della Rsu. La posta in gioco, infatti, è il futuro dell’intero comparto dell’elettrodomestico nel Paese. L’obiettivo dei sindacati è blindare la presenza del marchio in Italia, evitando lo svuotamento dei poli produttivi. «Mi auguro si possa trovare il modo per conservare tutti gli stabilimenti Electrolux, non solo quello di Forlì, e che quindi la produzione rimanga in Italia – è l’auspicio di Elisa Guidi –. Noi ce la metteremo tutta, ma ognuno deve fare il suo: dal Governo alle istituzioni locali che ci hanno messo la faccia durante questa mobilitazione».

I 50 giorni di tempo sono partiti: la corsa per salvare la fabbrica e i suoi lavoratori è ufficialmente iniziata. C’è attesa nello stabilimento Electrolux di viale Bologna, oggi sono state ufficialmente convocate le assemblee dei lavoratori. L’appuntamento, indetto unitariamente da tutte le organizzazioni sindacali, rappresenta un passaggio cruciale per aggiornare direttamente le tute blu sull’esito del delicato tavolo nazionale che si è svolto a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sarà l’occasione per condividere i dettagli della trattativa e stabilire le prossime tappe della mobilitazione, in un momento in cui la fabbrica forlivese si trova ad affrontare un passaggio decisivo per il proprio futuro industriale e occupazionale.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui