Quando è stata lanciata la raccolta fondi, l’obiettivo sembrava già ambizioso: raccogliere 1.500 euro per non far tornare in strada Tony e la sua adorata cagnolina Masha pagando un altro mese di alloggio. Trenta giorni per affrontare i colloqui di lavoro e cercare di costruire quella stabilità minima che separa la strada da una vita normale. Ma la generosità dei romagnoli è andata oltre ogni aspettativa. I nostri lettori hanno, infatti, risposto con un’ondata di solidarietà che ha travolto ogni previsione facendo raccogliere 3.615 euro attraverso il conto dell’associazione di volontariato che ha messo a disposizione il proprio Iban. Più del doppio, quindi, di quanto sperato. Davvero lunghissima la lista delle persone che hanno messo mano al portafoglio per tenderla idealmente a Tony. Cifre, dunque, che non sono solo numeri ma gesti concreti di persone che hanno deciso di non rimanere indifferenti e credere in un ragazzo che non chiede pietà ma una possibilità di riscatto. Grazie a questa generosità straordinaria, Tony può guardare avanti almeno fino all’8 marzo. Trentotto giorni che non sono solo tempo guadagnato, ma opportunità moltiplicate.
Il punto di svolta, ora, ha un doppio volto. Da un lato c’è la ricerca di un alloggio stabile, fuori dai circuiti alberghieri che, per quanto preziosi in emergenza, divorano risorse con tariffe che nessuno può sostenere a lungo termine. In città, un monolocale o una stanza si aggira mediamente attorno ai 400 euro al mese. Con i 2.115 euro messi da parte per Tony, dunque, si potrebbe versare la caparra generalmente richiesta e pagare almeno il primo mese di affitto. Sarebbe il primo mattone di una vita diversa: un indirizzo stabile dove tornare dopo il lavoro, dove Masha potrebbe finalmente sentirsi a casa. Ma una casa da sola non basta, serve l’altro tassello: un lavoro. Tony cerca qualsiasi impiego che non comporti il sollevamento di carichi pesanti poiché ha tre vertebre schiacciate che glielo impediscono, eredità di una vita che non è stata gentile con lui. Non ha la patente, quindi il lavoro deve essere raggiungibile con i mezzi pubblici o in bicicletta. Per il resto è pronto a rimboccarsi le maniche, a dimostrare che la seconda chance che questa città gli sta dando non sarà sprecata.
«Non so come ringraziare le persone che hanno fatto le donazioni – continua a ripetere –. Non mi aspettavo tanta generosità, mi sento meno solo». Ma forse il ringraziamento più grande è proprio questo: la ritrovata speranza di farcela. La determinazione di chi, caduto, vuole rialzarsi e camminare con le proprie gambe. Accanto a lui Masha, la sua fedele compagna con la quale condivideva il sacco a pelo durante gli anni in strada. L’appello di aiuto da lanciare ora è diverso: se qualcuno ha un piccolo alloggio da affittare, magari in una zona servita dai mezzi pubblici, sarebbe l’ultimo tassello per trasformare una raccolta fondi straordinaria in un cambiamento di vita definitivo.