Una bara in piazza Saffi, e i cittadini sono invitati a posarvi sopra un fiore. Domani alle 18 il Centro Pace Annalena Tonelli di Forlì interviene su violenza di genere e femminicidio con una provocazione, ma soprattutto con un invito a riflettere. Promuove infatti una catena umana: la bara serve a ricordare i 15 femminicidi accertati e i 37 tentati, solo nei primi tre mesi del 2026 in Italia. La giornata corona un percorso lungo un anno e mezzo, tradottosi dal 13 aprile nella sessione italiana del progetto europeo Erasmus “Inclusivoice: Giovani per il cambiamento”. Il Centro Pace lo sta realizzando insieme all’associazione francese “EuroMed Feminist Initiative” e ai lettoni di “Sieviešu Sadarbības Tīkls”. «L’obiettivo -spiega Chiara Tammaro, collaboratrice del Centro - è un training che aiuti 24 ragazzi e ragazze dai 19 ai 29 anni a realizzare una campagna europea
non violenta di sensibilizzazione, “EUnited for Equality”, che inaugura proprio il 18 aprile. Inoltre il Centro Pace intende lanciare una petizione che chieda di varare criteri europei omogenei per la definizione di “femminicidio” e per il suo monitoraggio, uno strumento per raccogliere dati comparabili, secondo criteri condivisi dall’intera Ue». Anche se il progetto è in fase avanzata, fino a novembre si potrà aderire diventando “Youth Ambassador”,perché «la campagna - aggiunge Raffaele Barbiero, operatore del Centro Pace- si concretizzerà in eventi, interventi nelle scuole e all’università, in collaborazione con realtà come il Centro Donna che facciano conoscere i servizi sul territorio: sempre con azioni di giovani per i giovani». Il training si sta svolgendo nella sede del Centro Pace, dopo una selezione fra i partecipanti italiani e stranieri. «Il rammarico -afferma Barbiero- è che siano state poche le candidature da parte dei ragazzi, come se il tema per loro non esistesse». «Il femminicidio, la violenza di genere sono una drammatica barbarie che va fermata - conclude però l’assessora ai Diritti umani e alla Pace, Angelica Sansavini- e occorre avere il coraggio di una promozione culturale e di un’azione educativa, a partire dai più giovani. È giusto che esistano leggi per correggere chi fa violenza, ma i bambini, le famiglie devono essere aiutati a reimparare il rispetto, e bisogna stare accanto alle donne: aiutarle in una denuncia, e incoraggiare la loro considerazione di sé. Lo stesso papa Leone individua infatti un “genio” femminile, che nelle sue peculiarità e nella diversità dal maschile, va riconosciuto e sostenuto». Informazioni: forli.centropace@gmail.com.