Forlì, progetto di vita: 64 richieste

Un nuovo paradigma per l’autonomia e l’inclusione sta prendendo forma nel territorio forlivese. Dal maggio 2025 sono state 64 le domande di attivazione per il cosiddetto “Progetto di vita”, lo strumento personalizzato che mira a cucire addosso alle persone con disabilità un percorso di crescita, socialità e assistenza che vada oltre la semplice erogazione di servizi standard. Insomma, c’è stato un vero e proprio cambio di modello dove al centro non c’è più un bisogno ma il desiderio della persona con disabilità. L’analisi dei dati rivela una richiesta eterogenea che attraversa tutte le fasce d’età, a testimonianza di quanto il bisogno di integrazione sia sentito: sono infatti 17 i minori, 42 gli adulti e 5 gli over 65 anni. Se 46 richiedenti risiedono a Forlì, ben 18 provengono dai comuni del comprensorio. Inoltre, sebbene la maggior parte (43) fosse già nota ai servizi sociali, si registra un significativo 33% di nuovi accessi (21 persone), segno che lo strumento sta intercettando una fascia di popolazione precedentemente “sommersa” o in attesa di risposte più mirate. Nonostante l’entusiasmo, la macchina burocratica e organizzativa sta affrontando le sfide della complessità. Ad oggi, 44 domande sono ancora in fase di valutazione. «Il rallentamento è dovuto alla natura stessa del progetto, che richiede il coordinamento di una rete vastissima di attori - spiega la funzionaria del Comune, Elisa Bandini -. I tempi di attivazione, inoltre, si scontrano con la necessità di integrare servizi ordinari e prestazioni straordinarie. Fino ad ora, solo 5 domande sono state rigettate per mancanza dei requisiti necessari». La vera svolta è attesa per le prossime settimane. Sarà infatti pubblicato un avviso pubblico rivolto alle realtà del territorio disposte ad attivare concretamente le attività previste dai progetti. Due i pilastri fondamentali su cui si reggeranno le convenzioni: socialità e supporto ai caregiver. «Per il 2026 siamo coperti grazie ai 78mila euro congelati nel 2025 - afferma l’assessora Angelica Sansavini-. La sfida ora è il 2027: dovremo capire concretamente come dare continuità al progetto. Il Comune è pronto a fare la sua parte e, fin dove possibile, è disponibile a intervenire con risorse proprie».

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