Le divise ospedaliere dismesse tornano a fare del bene. Non più nelle corsie di un reparto, ma tra le mani di chi ha bisogno di un abbraccio. È questa l’intuizione alla base di “Abbracci di stoffa”, il progetto di economia circolare e inclusione sociale nato dalla collaborazione tra Linea Sterile, azienda di Gatteo specializzata nella gestione del tessile sanitario, e la Cooperativa Sociale Treottouno. L’idea è tanto semplice quanto ambiziosa: le divise ospedaliere, una volta dismesse e non più idonee all’uso clinico, non vengono buttate. Vengono recuperate, selezionate, sanificate e trasformate in pupazzi terapeutici artigianali. A dar loro forma sono le persone inserite nei percorsi lavorativi della Cooperativa sociale Treottouno, realtà attiva da oltre 35 anni nella promozione dell’inclusione di persone con disabilità e in situazione di svantaggio. È il laboratorio 381 Lab a occuparsi della realizzazione concreta dei prodotti che ieri sono stati donati agli ospiti della struttura Orsi-Mangelli. «Nell’ambito del nostro servizio forniamo tutte le divise agli operatori sanitari – spiega Alessandro Senni, direttore esecutivo Linea Sterile –. Quando giungono a fine vita, o le mandiamo a smaltimento oppure la nostra idea è quella di dargli una seconda possibilità che è stata trovata in questo progetto. Con l’ausilio di operatori con abilità diverse, andiamo a recuperare i tessuti delle vecchie divise per creare due giocattoli che vengono donati al consorzio Archimede per attività con anziani che mirano a recuperare la mobilità, creare empatia con il personaggio».
L’iniziativa trova fondamento nelle evidenze scientifiche legate alla “Doll Therapy”, metodologia utilizzata nei contesti dedicati alle persone con demenza e Alzheimer. Numerosi studi hanno, infatti, evidenziato come l’utilizzo di bambole e pupazzi terapeutici possa contribuire a ridurre agitazione e ansia, migliorare il tono dell’umore, favorire comportamenti di accudimento e rafforzare il senso di sicurezza e contenimento emotivo. Sono due i pupazzi creati. «Il polpo è il mollusco più intelligente del pianeta marino – prosegue – e la balena invece è l’essere vivente più longevo del mondo animale perché vive più di 200 anni e ci sembrava un bel filo conduttore». «All’interno del 381 sono lavoratori assunti con diverse abilità – spiega Manuela Raganini, presidente della cooperativa sociale Treottouno – che si occupano realizzare manufatti per aziende profit. C’è dunque l’aspetto dell’attività lavorativa di persone diversamente abili che andranno a lavorare materiali che saranno donati alla casa di riposo».