Forlì, processo mascherine “false”: assolti i tre imputati

Forlì
  • 28 ottobre 2025

Tre assoluzioni. Questa è la sentenza letta, intorno alle 17.30, dal giudice per le indagini preliminari Ilaria Rosati a carico dei tre imputati per il caso delle mascherine cinesi “fasulle” vendute all’Ausl in tempi di emergenza pandemica Covid.

Marcello Minenna, ex direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e già assessore all’Economia e Finanze della Calabria, e Sergio Covato, funzionario della Prefettura di Ravenna, sono stati scagionati con la formula “perché il fatto non sussiste”. Gianluca Prati, responsabile del magazzino unico dell’Ausl Romagna di Pievesestina, è stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”.

Un sospiro di sollievo per i tre indagati, difesi dagli avvocati Vittorio Manes e Gianluca Tognozzi (Minenna), Carlo Benini (Covato) e Giovanni Maio e Alessandro Monteleone (Prati). Nelle precedenti udienze il sostituto procuratore Laura Brunelli aveva chiesto tre condanne: 1 anno per Prati, 2 anni e 4 mesi per Minenna e 2 anni per Covato.

Il procedimento è quello delle mascherine cinesi finite all’Ausl Romagna in piena emergenza pandemica con certificazioni fasulle. Al centro dell’indagine era finito anche l’ex parlamentare Gianluca Pini (che, per gli oltre 4 milioni di mascherine prodotte in Cina per un importo di 3,5 milioni di euro di cui si discuteva nelle accuse, ha già patteggiato una pena di 2 anni). Per venderle, secondo l’accusa, Pini avrebbe utilizzato documentazione falsa, poiché i dispositivi di protezione non avevano i requisiti e la certificazione necessari per la protezione Covid. L’accusa si basava anche su alcune sue conversazioni con Minenna. Colloqui che i legali dell’ex direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sottolineato essere da considerarsi di natura strettamente politica e non di tipo “operativo”. Al momento di essere ascoltato dal giudice, nelle precedenti udienze, lo stesso Minenna aveva ribadito come quelle intercettazioni non andassero lette come un tentativo di “ingraziarsi” Pini per ottenere una riconferma all’Agenzia delle Dogane: quella conferma per lui era arrivata già da parte del Governo “Conte 2” nel quale, tra l’altro, la Lega di Pini era all’opposizione.

Lunedì pomeriggio la sentenza che ha assolti i tre. Minenna commosso, ma per tutti gli accusati è stata la fine di un incubo giudiziario.

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