Forlì. Potenziati i servizi 0-6 anni, ben il 64% dei bambini frequenta il nido

Sono quasi 3.400 i bambini che, ogni mattina a Forlì, entrano in un nido o in una scuola dell’infanzia, distribuiti in strutture diverse tra comunali, statali, convenzionate e private. Il 64% dei bambini tra zero e tre anni frequenta un servizio educativo a dispetto di una media regionale, già tra le più alte, che si ferma al 42%. I dati, presentati ieri durante la commissione consiliare, hanno permesso di fotografare il sistema integrato dei servizi educativi per l’infanzia, rivolto ovvero alla fascia compresa tra 0-6 anni, frutto di una precisa programmazione che è andata sempre in crescita per poter rispondere ai bisogni delle famiglie. Nel 2025-2026 sono 1.079 i bambini iscritti in 40 servizi dedicati alla fascia 0-3 anni, così ripartiti: 8 nidi comunali (355 iscritti), 5 nidi in concessione a soggetti di terzo settore (169 iscritti), 13 nidi convenzionati (376 iscritti), 1 nido privato, (21 iscritti), 8 piccoli gruppi educativi (54 iscritti) e 5 sezioni primavera che accoglie 104 bambini dai due ai tre anni. Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, sono 2.319 i bambini iscritti di cui 695 frequentano una delle 8 scuole comunali, 913 quelli che delle 15 scuole statali e 711 sono scolari alle 12 scuole private paritarie. Sono 168 i dipendenti comunali tra insegnanti, educatori, collaboratori educativi, addetti alle cucine, coordinatori pedagogici e amministrativi. «Il sistema integrato dei servizi per l’infanzia 0-6 anni della nostra città è un sistema nato ormai decenni fa - ha spiegato Rossella Ibba, dirigente del servizio politiche per l’educazione e per i giovani del Comune di Forlì - e negli ultimi cinque, sei anni ha avuto una ulteriore implementazione che si va anche a inserire in un quadro demografico in evoluzione che naturalmente nei servizi per la prima infanzia ha l’impatto immediato. A differenza anche solo della primaria e della secondaria, dove si hanno sei anni di tempo per vedere come va l’andamento, dei nidi ogni anno scopriamo per quanti bambini potenzialmente dobbiamo organizzare i servizi». Eppure sotto i dati positivi scorre una corrente fredda: le nascite in calo che non risparmiano nemmeno il nostro territorio: «Il Comune di Forlì ha una popolazione che, al 31 dicembre 2025, era di 117.912 abitanti in aumento quindi con una dinamica demografica meno negativa rispetto ad altri territori romagnoli - prosegue Ibba -. Le nascite sono in calo con 681 nati nel 2025, 757 nel ‘24 e 816 nel ‘23. Abbiamo però un tasso di natalità che è tra i più alti della regione, accompagnato da un tasso di mortalità elevato. È vero però che la popolazione è in aumento oltre che per l’età, per il fatto che si allunga la vita media, ma soprattutto perché abbiamo un tasso migratorio netto che per noi è il +9,8%, più alto della media regionale e il doppio rispetto quella nazionale. Non parliamo solo di stranieri ma anche di persone che si trasferiscono a Forlì da altri territori del nostro Paese. È favorevole rispetto all’andamento demografico perché riguarda prevalentemente persone in fascia d’età tra i 20 e i 35-40 anni».

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