Forlì, politiche per la famiglia: ecco il piano per una città “family friendly”

Forlì punta a trasformarsi in una “Città amica della famiglia”, attraverso un piano organico che spazia dall’urbanistica al sostegno alla natalità. L’obiettivo è ambizioso e, seguendo il modello della Provincia Autonoma di Trento, il Comune ha avviato un percorso che richiede interventi strutturali su più livelli, suddivisi in dieci aree strategiche. Linee guida che vanno a comporre il cosiddetto Piano per le politiche della famiglia. «Le politiche familiari sono anzitutto politiche sociali – ha affermato l’assessore Vincenzo Bongiorno nel corso della commissione consiliare di ieri pomeriggio –. Con il piano strutturatosi si intende valorizzare e sostenere le diverse funzioni che la famiglia assolve nella società, sostenendola nell’esercizio di diritti naturali quali certamente il progetto di vita e l’educazione dei figli, ma anche l’assistenza ai suoi componenti più fragili e trascorrere serenamente il tempo libero. Quindi, ogni intervento dell’agire amministrativo deve ruotare attorno alla famiglia».

Il Piano comunale guarda con attenzione non solo ai nuclei già formati, ma anche a chi vorrebbe avere figli ma ne ritarda la scelta per ragioni economiche o lavorative. Tra le misure concrete vengono evidenziate il kit gravidanza (una valigetta di prodotti e informazioni per le future mamme residenti); l’implementazione delle azioni per la tutela sociale della maternità, favorendo l’accoglienza della vita e rimuovendo gli ostacoli che portano all’interruzione di gravidanza; sconti per musei, sport e trasporti parametrati sul numero dei figli.

Ma non è tutto. Si prevedono anche incentivi per l’edilizia che permettano di ampliare i vecchi edifici per accogliere nuovi nati o familiari anziani. Si punta inoltre su un “Centro storico per le famiglie”, con aree gioco didattiche, zone nursery (baby pit stop) e il totale abbattimento delle barriere architettoniche. Perché Forlì sia davvero “amica”, deve permettere ai genitori di lavorare senza rinunciare alla cura. Il Comune si impegna a promuovere accordi per limitare il lavoro festivo; premiare nelle gare d’appalto le aziende che adottano piani di conciliazione vita-lavoro per i dipendenti; sperimentare modelli educativi flessibili come i “Nidi domestici”.

Tra le novità, spicca l’istituzione del garante delle persone anziane e la promozione di progetti intergenerazionali, dove i pensionati possano trasmettere antichi mestieri e memorie storiche ai giovani, favorendo l’integrazione anche delle nuove famiglie straniere. Per i più giovani, il Comune mette a disposizione spazi per la creatività (murales, sale musica) e istituisce l’Orchestra giovanile cittadina.

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