Forlì. Pnrr, cantieri in ritardo e tesoretto dimezzato: l’attacco del Pd

Forlì

Un duro affondo, quello del gruppo consiliare del Pd, sulla gestione dei fondi Pnrr e sulla gestione dei cantieri. L’opposizione punta il dito contro l’operato del sindaco Gian Luca Zattini e della sua giunta, denunciando un netto contrasto tra la narrazione trionfalistica dell’Amministrazione e lo stato reale degli interventi in città.

I nodi

Nel mirino finisce innanzitutto la riprogrammazione di alcuni dei progetti più complessi del centro storico che riguardano i contenitori della cultura. «Già in precedenza, per tre cantieri complessi come Palazzo del Merenda, Musei San Domenico ed ex scuola Flavio Biondo in piazza Cavour, la giunta ha sostituito il Pnrr con altri fondi nazionali e rinegoziato una rilevante deroga temporale, che ne fa slittare la chiusura a fine 2027 - attaccano i dem -. Ammesso che i lavori vengano effettivamente chiusi per quella data». Secondo la minoranza, le uniche note positive derivano dal lavoro dei soggetti terzi: «I progetti completati entro la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 sono stati spesso il frutto della puntualità dei partner tecnici che hanno gestito i lotti stradali e altri sottoservizi, come i cantieri ultimati da Hera e Unica Reti - sottolineano i consiglieri -. Quando la gestione è passata direttamente in mano ai decisori comunali, sono emersi i problemi vera e propri». Nemmeno la finestra straordinaria concessa dal Governo avrebbe risolto i problemi: «Il Comune ha dovuto contrattare una proroga ministeriale d’emergenza fino al 31 agosto, che comunque non è stata sufficiente a consentire la chiusura delle attività per tutti i cantieri - specifica il gruppo Pd -. È il caso del Ronco Lido, bloccato tra recinzioni ed erbacce ben oltre i termini previsti dal piano originario, o dei lotti chiave per gli alloggi di edilizia residenziale sociale e rigenerazione urbana, rimasti impantanati tra transenne e impalcature, come le case Acer di via Autoparco. Senza dimenticare i parchi, come quello della Pace, o la ciclabile da Roncadello a via Lughese».

Il tesoretto dimezzato

Particolarmente allarmante viene definita la situazione delle finanze comunali. «Sul fronte finanziario, a causa dei ritardi del Comune nel riscuotere i rimborsi statali del Pnrr, l’Ente ha dovuto anticipare 17 milioni per i lavori - denunciano i dem -. Di conseguenza il “tesoretto” del fondo di cassa comunale si è dimezzato, passando da 50 a 26 milioni di euro. Questa situazione espone l’Ente a seri cali di liquidità che si sommano al taglio lineare di 1,3 milioni di euro in cinque anni imposto dal Governo centrale, a cui potrebbero aggiungersene di ulteriori».

«Un’occasione sprecata»

L’attacco si sposta poi sulla visione di sviluppo urbano e sulla sostenibilità ambientale, temi centrali per il territorio forlivese dopo l’alluvione del 2023. «I fondi Pnrr potevano rappresentare un’occasione irripetibile per rigenerare e rinnovare Forlì: dalle infrastrutture viarie alle fognature, dagli edifici pubblici agli spazi urbani, fino ai parchi, all’edilizia residenziale e ai musei - aggiunge la minoranza -. Avrebbero potuto essere utilizzati anche per mitigare l’effetto del surriscaldamento globale, con progetti mirati sulle energie rinnovabili, sull’ammodernamento di scuole e asili, banalmente prevedendo il condizionamento degli ambienti. Una ennesima occasione sprecata. Ne è un esempio la nuova scuola Maroncelli, che non prevede pannelli fotovoltaici, non è candidata ad essere al centro di una Comunità Energetica Rinnovabile, né è stata pensata come rifugio climatico per i residenti del centro storico».

Il Pug

Insomma, a pesare sulla pianificazione cittadina per i dem resta la “grande incognita” del Pug. «Rinvii continui, stalli infiniti e scarsa programmazione - non ci girano attorno i consiglieri -. Annunciato nel 2021 senza essere mai stato presentato alla città, dopo sei anni la stessa giunta ha ammesso che non entrerà in vigore prima del 2028. Non avere un Pug approvato ha significato non avere una strategia per il consumo di suolo e la sicurezza post-alluvione, inserendo i fondi Pnrr in un vuoto normativo. A questo si aggiungono ritardi, lacune decisionali ed errori lampanti, come il continuo “fai-disfa” di corso della Repubblica che, al netto di un risultato scadente, ha accumulato ritardi gravissimi compromettendo il reddito di esercizi commerciali e cittadini».

La maggioranza

Per il momento il sindaco e la giunta hanno scelto di non replicare, a parlare è invece la maggioranza. «Se Forlì fosse in mano alla sinistra, l’area del Ronco Lido resterebbe nel degrado. I tecnici comunali verrebbero costantemente delegittimati e la città sarebbe alla mercé di sabotatori dello sviluppo, pronti a bloccare ogni progetto - dicono i capigruppo Albert Bentivogli, Fabrizio Ragni, Giulia Versari e Leonardo Gallozzi -. Usano spesso tesi false: dicono che la scuola Maroncelli non ha il fotovoltaico, quando c’è un impianto da oltre 70 Kw».

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