Nessun disordine nel centro storico, ma una città attraversata dalla tensione e svuotata dalla paura. All’indomani del fine settimana che ha visto Forlì blindata dalle forze dell’ordine per contrastare gli appelli al saccheggio diffusi in rete dal cosiddetto “Movimento 17 ottobre”, le reazioni politiche ed economiche tracciano il bilancio di giornate vissute con il fiato sospeso. Da una parte l’opposizione di centrosinistra punta il dito contro la presenza delle forze neofasciste e l’atteggiamento dell’Amministrazione; dall’altra le associazioni di categoria denunciano le perdite economiche, mentre le forze di maggioranza difendono l’efficacia dei controlli.
Forte la presa di posizione di Enrico Monti, segretario territoriale del Pd, e della Cgil Forlì-Cesena, che esprimono preoccupazione per lo svolgimento del presidio di Forza Nuova alla presenza di Roberto Fiore. Per il Pd e il sindacato si è trattato di una «vetrina politica che cerca visibilità sulle tensioni», autorizzata in un momento critico a pochi giorni dalle celebrazioni di Predappio. Monti e la Cgil denunciano la presenza di gruppi di estrema destra con atteggiamenti intimidatori fin da venerdì notte e rigettano l’idea di sicurezza affidata a «chi si autoinveste del compito di vigilare». Dura la criticità verso la giunta comunale, accusata di aver minimizzato parlando di “psicosi”. Entrambi richiamano l’attenzione sulla questione giovanile: «non un mero tema di ordine pubblico, ma un malessere sociale legato a precarietà, futuro e ambiente che richiede ascolto e risposte concrete». Sulla stessa linea Diana Scirri (Alleanza Verdi e Sinistra), che critica la criminalizzazione della “Generazione Z” e l’uso di etichette stereotipate: «I reati si perseguono, ma le generazioni si ascoltano. La risposta non può essere la repressione o le ronde, ma la prevenzione del disagio».
Di segno opposto, ma ugualmente critico, il bilancio tracciato da Confcommercio Forlì. «Seppur senza scontri, la paura ha causato un grave danno economico alle attività del centro, rimasto deserto», dicono il presidente e il direttore di Ascom, Andrea Zocca e Alberto Zattini. Confcommercio torna a difendere la proposta dell’impiego dell’Esercito, lamentando che alcuni commercianti sono stati costretti a ingaggiare vigilanza privata a proprie spese: «Una follia che limita la libertà d’impresa – concludono –. La presenza di divise e militari avrebbe rassicurato le famiglie e salvaguardato il commercio di vicinato».
Soddisfazione viene invece espressa dai rappresentanti locali di Forza Italia (tra cui la deputata Rosaria Tassinari), che promuovono l’operato del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. «La deterrenza e i rinforzi sul territorio hanno sventato i rischi legati agli appelli social che invitavano a devastare la città – sottolineano –. Grazie alle forze dell’ordine e alla Digos
per l’individuazione dei responsabili delle chat eversive. E’ importante non cedere a intimidazioni ed è stato evitato il peggio per la cittadinanza».