Forlì. Patrimonio Ausl, degli immobili vuoti solo uno è agibile

Forlì

Sono inagibili cinque dei sei immobili del forlivese di proprietà dell’Ausl, finiti nella ricognizione del patrimonio immobiliare inutilizzato richiesta dall’ interrogazione di Giovanni Gordini, consigliere regionale del gruppo Civici con De Pascale. Una richiesta avanzata per avere un censimento aggiornato delle strutture utilizzate e verificare quali potrebbero potenzialmente essere riconvertibili in abitazioni, da destinare, almeno in via temporanea, al personale infermieristico e alle altre professioni sanitarie. Anche i dipendenti della sanità pubblica, infatti, pagano il problema dell’elevato costo degli affitti che, unitamente alla carenza degli stessi, ostacolerebbe il reclutamento e la permanenza del personale sanitario. Scorrendo l’elenco prettamente del territorio forlivese, sono in totale sei gli edifici elencati, la metà dei quali a Modigliana e i restanti a Forlì. Solo, tuttavia, la struttura di via Leone Cobelli 31, a pochi passi dai Musei San Domenico e dunque in pieno centro storico, risulta agibile. «La struttura è stata utilizzata, fino a pochi mesi fa, dal Comune quale sede dei servizi sociali - spiega Nicola Lugaresi, Direttore di struttura semplice dipartimentale gestione amministrativa attività tecniche e patrimonio -. Tra novembre e dicembre infatti, gli uffici sono stati liberati». L’ Ausl, quindi, ne ha da poco ripreso possesso e dunque ora potrà valutare come impiegare al meglio quegli spazi per i quali, al momento, non c’è l’idea di riutilizzarli per fini istituzionali. Dunque, potenzialmente, sarebbe questa l’unica struttura per la quale si potrebbe valutare di convertirla in alloggi per i sanitari. «Questo è l’unico edificio che potrebbe ipoteticamente avere una funzione come quella che l’interrogazione richiede - ragiona Lugaresi - . Oggi la struttura è destinata agli uffici ma, se gli strumenti urbanistici lo consentissero, si potrebbe fare un cambio di destinazione d’uso e risistemarla». È chiaro che si tratta di un ragionamento solo teorico poiché bisognerebbe valutare l’investimento economico collegato alla ristrutturazione alla conversione di un immobile di oltre mille metri, oltre alle valutazioni gestionali. Per quanto riguarda gli altri quattro immobili inutilizzati di proprietà del Servizio Sanitario Regionale, quelli di Forlì sono due ex fabbricati colonici inagibili. A Modigliana, invece, l’Ausl ha due appartamenti fatiscenti destinati alla vendita oltre all’ex dispensario di Modigliana, di via Savelli, altrettanto inagibile. I sei immobili elencati non sono esaustivi del patrimonio immobiliare dell’Ausl poiché l’elenco è stato redatto per rispondere ai requisiti oggetto dell’interrogazione ovvero di possedere l’ipotetica risistemazione per usi abitativi. I lasciti testamentari, solo per fare un esempio, sono esclusi poiché legati alla destinazione indicata nelle volontà del defunto. «Gli immobili elencati - spiega Lugaresi - sono quelli di uso istituzionale dismessi oppure sono immobili che l’azienda ha da tempo come nel caso di fabbricati colonici derivano dai lasciti antichi che precedono la costituzione dell’ospedale».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui