A oltre mille giorni dalla drammatica alluvione che ha colpito la città, il parco urbano “Franco Agosto” e il laghetto mostrano ancora i segni evidenti del maggio 2023. Il gruppo consiliare del Pd denuncia lo stato dell’arte e punta il dito contro la gestione della giunta comunale, parlando di “scelte fatali”, ritardi burocratici e milioni di euro di donazioni rimasti bloccati nelle casse del Comune. «Eravamo qui a gennaio 2025 e la situazione era migliore di quella che troviamo oggi – esordisce il dem Alessandro Gasperini –. A nostro avviso, nella progettazione, si sarebbe dovuto tenere conto anche del fatto che il Parco urbano è considerata una cassa di espansione del Pai». Gasperini sposta poi l’attacco sul tema della prevenzione alluvioni, smentendo la narrazione della giunta: «Hanno accusato la Regione per la gestione dei fiumi, ma il Comune ha scritto agli enti competenti? Abbiamo fatto un accesso agli atti: nel 2026 non risulta nessuna segnalazione formale da parte del Municipio. Tornando alla situazione del Parco urbano, non ci gira attorno Federico Morgagni: «Salvo le somme urgenze, i lavori veri e propri (circa 2 milioni di euro tra parco e laghetto) non sono ancora incominciati. Abbiamo presentato 10 interrogazioni e fatto due commissioni, ma nulla è cambiato. Due le decisioni fatali: non iniziare i lavori con i fondi comunali per aspettare i finanziamenti esterni e la scelta di esternalizzare tutto a Consap. Risultato? Il recupero del polmone verde cittadino è in netto ritardo». «Si poteva fare diversamente, come ad esempio accaduto a Cesena dove sono stati sbloccati 57 milioni di risorse comunali, destinati anche ai parchi dei quartieri – fa eco la consigliera Elisa Massa –. Inoltre, solo il 27 maggio scorso sono state formalmente assunte a bilancio le donazioni, e non tutte, quando la raccolta fondi è avvenuta nell’immediatezza dell’emergenza». L’ultimo affonda arriva da Graziano Rinaldini: «Mi piange il cuore. Quando Formula Servizi aveva la concessione, qui esisteva un parco vivo e c’era animazione. Noi realizzammo le strutture in legno e la sala feste, il ristorante e il chiosco e non con soli fondi comunali. Oggi servirebbero nuovi giochi e basterebbe poco, come cambiare 60 lampadine per ridare luce all’area. Ora il Comune lo gestisce direttamente e i risultati si vedono».
Forlì, Parco urbano danneggiato dall’alluvione: la denuncia del Pd