Cinque minuti di “downburst” renderanno purtroppo indimenticabile per Forlì anche il 21 agosto 2026. Dopo mesi di caldo torrido e di temperature e umidità mai verificatisi nella zona per un periodo così esteso, su un epicentro ben riconoscibile si è scatenata la violenza di raffiche orizzontali che hanno toccato i cento chilometri all’ora. A farne le spese sono stati le vie del quartiere Resistenza, e soprattutto il Parco che si affaccia su viale Fratelli Spazzoli, e che rappresenta un vero punto di riferimento per i residenti della zona.
«Ero al mare con la famiglia –racconta Tonino Rossi, titolare del Chiosco dei Giardini – ma la telefonata della mia dipendente Sarah che piangeva disperata, mi ha fatto tornare di corsa a Forlì. Quando sono arrivato ho trovato una situazione assurda e danni per circa 20mila euro, il vento aveva strappato tende e ombrelloni, spaccato una vetrata e trascinato via la struttura del dehors, anche un freezer carico di bottiglie si era rovesciato. Ma lo spettacolo straziante erano le piante, tutte colpite, come se la furia del vento si fosse accanita sulla parte bassa del Parco. L’area del laghetto infatti e la parte dei Giardini che dà su piazzale della Vittoria per fortuna infatti erano state meno toccate».
Per il Parco della Resistenza si prospetta un periodo di chiusura di almeno un mese. «Sì, questa mattina (ieri, ndr) sono venuti a ispezionarlo l’assessore Giuseppe Petetta e i responsabili della Protezione civile: tutti molto operativi e partecipi, ma le piante dovranno essere esaminate una per una, mentre i giochi dei bambini sono stati distrutti all’ottanta per cento. Noi? Ho quattro dipendenti che fino ad ora hanno fatto pulizia tutto intorno al chiosco, da domani però scatta il fermo attività. La cosa importante è che nessuna pianta sia caduta sulla struttura e quindi che nessuno si sia fatto male, visto che la tempesta è stata improvvisa e imprevedibile per la sua forza».
Alcuni visitatori del Parco, infatti, si siano rifugiati nel chiosco. «E infatti rabbrividisco alla prospettiva della caduta di una pianta, i dipendenti presenti però si sono dati da fare subito per far entrare le persone, anche perché il vortice ne aveva fatti cadere alcuni, e una signora è stata letteralmente trascinata al riparo». Ora il Comune ha chiesto lo stato di calamità. «Speriamo che venga concesso, e al più presto, perché se si entra nel Parco ci si rende conto dell’entità del lavoro, e di quanto occorrerà per rimetterlo in sicurezza. Certo, le strade e la viabilità sono le priorità. Ma il Parco Resistenza e il Chiosco dei Giardini sono un luogo di socialità e vanno restituiti alla città al più presto: sono un punto di riferimento per famiglie, anziani, per i residenti del quartiere e non solo. Dal canto mio non riesco a non pensare al danno ricevuto e ai miei quattro dipendenti: per loro e per me, un colpo durissimo».