Permanenza in casa. Con questa misura giudiziaria riservata ai minori - diversa dagli arresti domiciliari propriamente intesi - il 17enne accusato di omicidio aggravato dai futili motivi per la morte di Nicola Musiani, avvenuta a Pinarella di Cervia, ha lasciato il carcere minorile di Bologna per tornare nella sua abitazione di Forlì.
La decisione è stata presa dal Gip Anna Filocamo, che nei prossimi giorni si esprimerà anche sull’istanza presentata dal difensore del minorenne, Renato Cappelli, affiancato da Filippo Poggi, per consentirgli di uscire di casa per frequentare la scuola. Non avendo ancora a disposizione gli elementi relativi all’istituto frequentato, ai percorsi e agli orari, il giudice ha temporaneamente sospeso la decisione su questo punto.
A determinare l’attenuazione della misura cautelare sono stati principalmente due fattori: l’incensuratezza del ragazzo, privo di segnalazioni per comportamenti irregolari, e le riprese video dell’aggressione. Nei filmati si vedrebbe il minorenne non partecipare all’aggressione e rimanere nei pressi di Musiani fino a quando il 53enne non si rialza; un dettaglio che aveva lasciato intendere - purtroppo solo apparentemente, viste le tragiche conseguenze - che l’uomo si fosse ripreso nonostante i colpi subiti.
Rispondendo alle domande del pubblico ministero del Tribunale per i Minorenni, Filippo Santangelo, il 17enne aveva ammesso di aver avuto due litigi con la vittima (prima e dopo essere stato in discoteca), negando però fermamente di aver preso parte al pestaggio o al danneggiamento della roulotte del vicino di Musiani.
Il quadro indiziario resta solido, ma la visione dei filmati potrebbe aver indotto il gip a ridimensionare il grado di coinvolgimento del giovane. In carcere rimangono invece i quattro maggiorenni accusati del pestaggio. È stato inoltre notificato che lunedì a Bologna verrà eseguito l’accertamento tecnico sul cellulare del minorenne, consegnato al momento dell’arresto, per esaminare conversazioni e messaggi. Il ragazzo ribadisce la propria versione di semplice spettatore, analoga a quella di altri testimoni, sostenendo di pagare il fatto di essere stato coinvolto nel litigio iniziale insieme all’amico con cui si stava recando in discoteca. Dopo aver visionato tutti gli atti, la difesa si riserva la possibilità di chiedere un nuovo interrogatorio con il pm.