Forlì, nuova vita per l’ex deposito Atr

L’ex deposito delle corriere Atr di Forlì si prepara a una nuova vita. Il Comune ha, infatti, redatto il documento d’indirizzo alla progettazione in cui vengono indicate le caratteristiche, i requisiti e gli elaborati progettuali necessari per la definizione della progettazione. È stato, dunque, avviato l’iter formale per riqualificare gli spazi esterni dell’immobile in via Ugo Bassi, con l’obiettivo di trasformarlo in un polo culturale e sociale aperto alla città: spazi associativi, aree espositive, laboratori. Un’area rinnovata dove ospitare manifestazioni, incontri, eventi artistici e culturali. Il documento di indirizzo alla progettazione, redatto dal Servizio edifici pubblici del Comune di Forlì, definisce in particolare le linee guida per i lavori di riqualificazione degli spazi esterni e dei servizi annessi. Si tratta del primo stralcio di un intervento più ampio: il progetto fa infatti parte di un disegno complessivo di sistemazione di tutta l’area su cui sorge il fabbricato dell’ex deposito delle corriere. Di questo, l’area cortilizia esterna ed i suoi servizi, tra cui l’ex autolavaggio, rientrano nel primo stralcio dei lavori dopo l’intervento concluso nel 2022 di straordinaria manutenzione, consolidamento e miglioramento statico. Gli interventi prevedono la riqualificazione dell’area esterna con nuovi sottoservizi, fognature, pavimentazioni ma anche il restauro dell’ex lavaggio che verrà convertito in un bar così come il recupero di depositi e altri fabbricati accessori. La progettazione dell’opera sarà articolata in due livelli: progetto di fattibilità tecnico-economica e progetto esecutivo previa autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio. I lavori verranno eseguiti nell’arco del 2027 e l’importo stimato è di circa 583mila euro, su un quadro economico complessivo di 900mila euro. Una cifra complessiva coperta da un cofinanziamento tra Regione e Comune. In particolare, 720mila euro saranno garantiti da contributi regionali mentre i restanti 180mila euro sono a carico del Comune di Forlì.

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