Forlì. Note di pace, gli archi del Magnificat di Gerusalemme suoneranno in Romagna

l 1° gennaio di quest’anno, a Forlì si svolgeva la “Marcia della Pace” contro tutte le guerre e contro il genocidio a Gaza. Nelle stesse ore, un gruppo eterogeneo raggiungeva Gerusalemme e la Terra Santa per un pellegrinaggio «che di fatto non si è mai concluso - commenta il vescovo di Forlì-Bertinoro, monsignor Livio Corazza-, visto che prosegue con tre concerti e con la presentazione di un libro. Segno forse che sentiamo il bisogno di una reazione, di una testimonianza di vera condivisione, pregando per la pace, certo, ma soprattutto vivendo la pace in prima persona».

«I concerti sono proposti dagli archi del Magnificat Institute di Gerusalemme: una scuola di musica che accoglie ebrei, cristiani e musulmani - precisa Piero Ragazzini, presidente di Forlì Musica-, persone che restano in Terra Santa, e che chiedono a noi di tornarci, e aiutarli». Il 4 luglio quindi la formazione è al Museo interreligioso di Bertinoro insieme al Coro Cappuccinini e San Paolo (ore 21.30, ingresso: € 10), il 5 alle 21 è al teatro Rasi di Ravenna per “Ravenna Festival”, il 6 a Bologna nella basilica dei santi Bartolomeo e Gaetano. Domani, inoltre, a Santa Maria Assunta alla Pianta (ore 19) cena solidale “Note di pace” per sostenere il progetto. Conducono Roberta Brunazzi e Milan Basir, in collegamento Lucia D’Anna, violoncellista italiana del Magnificat, e padre Bashar Fawadleh (info: 335 315464). La stessa D’Anna, infine, su invito del Comune di Forlì, molto attivo in quei luoghi, il 3 luglio (ore 21) alla Fabbrica delle Candele, presenta il suo libro “Terra NON promessa”, in dialogo con Brunazzi e con l’assessora Paola Casara. Intermezzi di Forlì Musica.

«Siamo lieti che il concerto del 4 luglio si svolga al Mib -afferma Silvia Federici, assessora del Comune di Bertinoro - luogo del dialogo fra le tre religioni monoteiste, che sarà anche punto di arrivo della Marcia della pace della Romagna del prossimo 4 ottobre». «Questo progetto - le fa eco l’assessora alla Cultura della Regione, Gessica Allegni - rivolge attenzione a una realtà verso cui oggi c’è indifferenza mediatica. Attività come queste ci aiutano invece a ricordare la nostra umanità: la musica comunica un messaggio di pace e ci rende cittadini migliori, dimostra che il dialogo è possibile, che l’investimento culturale crea infrastrutture democratiche, e tanto più in un luogo come il Mib, vero laboratorio di politiche di pace».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui