Forlì, morti sospette in ambulanza: un nuovo caso

Forlì
  • 05 marzo 2026

Si arricchisce di nuovi particolari, dettagli e indiscrezioni l’indagine che vede il 27enne accusato di omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e dall’aver agito mediante l’impiego di sostanze venefiche o altri mezzi insidiosi. Le vittime sono cinque anziani, trasportati in ambulanza da strutture sanitarie ad altri luoghi di cura, mai in situazioni di emergenza. Il giovane continua a proclamare la sua innocenza. Lo ha fatto alla trasmissione Rai “1Mattina News”, affiancato dal suo avvocato Gloria Parigi: “Mi stanno dipingendo come un mostro che non sono. In un primo momento speravo che la cosa si sgonfiasse in poco tempo, ma l'indagine ha il suo decorso ed è giusto che sia così. Si sta dicendo qualunque cosa sulla mia persona e la situazione sta diventando pesante”.

A conferma che la situazione meriti attenzione, è giunta la notizia che una seconda famiglia si è recata dagli avvocati Max Starni e Massimo Mambelli (che già tutelano i figli di un’anziana morta nel novembre scorso, l’unica sottoposta a doppia autopsia giudiziaria). Si tratta delle quattro figlie di un uomo deceduto il 13 ottobre 2025.

“L’uomo era ricoverato in lungodegenza presso l’ospedale di Santa Sofia e, in data 9 ottobre 2025, doveva essere accompagnato in ambulanza all’ospedale di Forlì per una visita di controllo routinaria – spiegano i legali –. In quella stessa data un’ambulanza adibita a trasporto secondario, condotta dall’indagato, si è recata presso la struttura per prelevare il paziente. Subito dopo l’uscita, a circa un paio di chilometri di distanza, l’uomo è stato colpito da arresto cardiocircolatorio. È intervenuto un medico che è riuscito a rianimarlo. Successivamente il paziente è stato comunque trasportato a Forlì e, al termine delle cure, ricondotto in lungodegenza. Nella stessa giornata, tuttavia, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino al decesso, avvenuto quattro giorni dopo”.

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