i finanzieri del Comando Provinciale di Forlì-Cesena, al termine di indagini in materia di reati tributari, svolte nei confronti di imprese operanti nel mobile imbottito, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro.
Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Forlì, nei confronti di una società forlivese operante nel settore e del rappresentante legale di origine cinese, per fatture false, indebita compensazione di crediti inesistenti e responsabilità amministrativa degli enti. Le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro di beni costituiti da disponibilità finanziarie giacenti sui conti correnti societari e personali, due furgoni, un’auto e denaro contante, rivenuto, ben occultato, all’interno dell’abitazione dell’indagato.
Le indagini svolte hanno preso il via da una verifica fiscale che aveva consentito di accertare l’esistenza di un articolato sistema di frode, che vedeva coinvolte la società ispezionata ed altre 61 imprese “cartiere”, ossia aziende, formalmente esistenti, ma prive di reale attività economica, dislocate principalmente in Toscana e Lombardia e che consentiva di ottenere indebiti risparmi d’imposta attraverso il sistematico ricorso all’utilizzo di false fatturazioni.
Le investigazioni svolte dai finanzieri del Gruppo di Forlì hanno consentito di denunciare 61 persone per il reato di emissione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti e 2 soggetti (persona fisica e persona giuridica) per l’utilizzo di fatture false, per circa 5 milioni di euro.