Forlì. Mezzacapo dice addio alla Lega e segue il generale Vannacci

Forlì

Il divorzio era nell’aria da molti mesi, consumato tra silenzi gelidi e distanze ormai incolmabili, ma l’ufficialità è arrivata come una doccia fredda (anche se ampiamente prevista) solamente ieri pomeriggio: Daniele Mezzacapo ha lasciato la Lega.

La frattura

L’ex vicesindaco, ora consigliere, ha scelto l’aula del Consiglio comunale per formalizzare il suo passaggio al gruppo misto. Un “colpo di teatro” che mette fine a una militanza “storica” e certifica la rottura definitiva con i vertici locali del partito di Matteo Salvini. In particolare le divergenze tra il consigliere e il segretario della Lega Romagna, Jacopo Morrone, erano diventate insormontabili. I rapporti con il gruppo dirigente del Carroccio si erano, infatti, incrinati da tempo, logorati da visioni strategiche divergenti e da un feeling mai tornato quello dei giorni d’oro, o meglio quello del 2019 quando per la prima volta il centrodestra vinse le elezioni comunali a Forlì. A pesare, con ogni probabilità, è stata anche la scelta che ne è scaturita dalla rielezione nel 2024 del sindaco Gian Luca Zattini. Due anni fa, Mezzacapo fu escluso dalla giunta dopo un mandato anche da vicesindaco. Il peso della Lega, numeri alla mano, non era più quello del 2019 e tra quote rosa mancanti e bracci di ferro, l’ex assessore non solo non è stato confermato, ma per lui è sfumata anche la presidenza del Consiglio (tra varie “lotte” interne la spunterà poi Loris Ceredi ndr). La separazione, però, è maturata con il tempo ed è arrivata più avanti, quando sono state sempre più evidenti le uscite da outsider di Mezzacapo rispetto alle decisioni della maggioranza. «Mi è dispiaciuto molto lasciare la Lega, partito nel quale sono nato e cresciuto - dice l’ex leghista-. Ormai non c’era più nessun rapporto di fiducia con alcuni componenti, sarebbe stato inutile rimanere in un gruppo di cui non mi sentivo più parte».

Il futuro

Mezzacapo ha deciso, alla fine, di non restare in un limbo di “separato in casa”, accelerando la transizione verso nuovi orizzonti: convogliando nel gruppo misto rappresenterà Futuro Nazionale, il movimento politico che fa capo al generale Roberto Vannacci. L’incarico per il consigliere è arrivato ufficialmente da Roma. «Non si può costituire il gruppo consiliare di Futuro Nazionale, perché il regolamento comunale richiede che a costituirlo siano almeno tre consiglieri - conclude Mezzacapo -. Per questo sono passato al gruppo misto rappresentando, da questo momento, Futuro Nazionale».

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