Forlì, maltrattamenti nei confronti dei figli: condannata madre cinese

Forlì
  • 29 aprile 2026

Si è chiuso con una sentenza di condanna il processo a carico di una madre cinese di 39 anni, accusata di aver trasformato la vita dei suoi figli in un incubo di violenze fisiche e psicologiche. Il collegio del Tribunale di Forlì, presieduto dal Monica Galassi, ha inflitto alla donna una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione, andando oltre la richiesta del Pubblico Ministero, che nella sua requisitoria aveva sollecitato una condanna a 2 anni. Secondo la ricostruzione del pm Antonio Vincenzo Bartolozzi, il quadro emerso dalle indagini è quello di una violenza sistematica, con un bersaglio privilegiato: il figlio mezzano. Diversi gli episosi contestati alla donna come le minaccio con il coltello brandito a tavola contro i bambini, in un’occasione la figlia più piccola è stata strattonata con tale forza da provocarle lo strappo di un orecchino, oltre al fatto che i minori venivano puniti venendo picchiati con le bacchette cinesi se si rifiutavano di mangiare il cibo preparato dalla madre. A ciò si aggiungono anche le violenze verbali in un clima di continue offese e quello che l’accusa ha definito un vero e proprio rifiuto di maternità. Il pm, inoltre, ha sottolineato la coerenza dei racconti dei minori, ritenendoli genuini e non condizionati da influenze esterne. I due bambini, costituitisi parte civile tramite l’avvocato Sara Lamio, hanno ottenuto il riconoscimento delle loro sofferenze (10mila euro a testa). «Il quadro probatorio è univoco - ha dichiarato la legale -. Questi bambini porteranno con sé per sempre il ricordo di quegli anni difficili vissuti con la madre. Le sofferenze emotive ci sono state allora e ci saranno domani». La difesa di parte civile ha inoltre sollevato dubbi sulla veridicità di un testimone della difesa, chiedendo che venisse valutata l’ipotesi di falsa testimonianza (sono stati mandati gli atti in Procura per la verifica del reato): il teste avrebbe dichiarato di aver visto la madre con i figli in un periodo in cui i minori, in realtà, non vivevano più in quella casa da oltre un anno. L’avvocato dell’imputata, Sofia Gabellini, ha tentato di smontare l’impianto accusatorio, puntando sulla presunta inattendibilità dei minori. Secondo la difesa, i bambini (oggi di 9 e 7 anni) avrebbero riferito nel 2025 fatti accaduti nel 2022, dopo essere stati affidati al padre, un uomo precedentemente accusato di violenza. Insomma, la legale non ha nascosto un potenziale condizionamento esterno dei figli della donna. La difesa ha rimarcato come non esistano certificati medici che attestino le percosse e che gli stessi assistenti sociali non abbiano mai riscontrato segni sul corpo dei piccoli, se non un graffio superficiale sul collo. Nonostante ciò, il Tribunale ha ritenuto provati i maltrattamenti , mettendo un punto fermo in una storia di profondo disagio familiare.

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