Forlì. Maltrattamenti e stalking all’ex compagna, a processo un 50enne

Un rapporto sentimentale trasformatosi in un incubo di vessazioni, pedinamenti e violenza fisica. Questa, almeno, era la ricostruzione iniziale emersa davanti al Tribunale di Forlì nel processo a carico di un 50enne, noto esponente della tifoseria ultras del Cesena, accusato dall’ex compagna di maltrattamenti in famiglia, stalking, danneggiamento e lesioni personali.

I fatti originariamente contestati risalgono a un arco temporale compreso tra il 2023 e il 2024, periodo in cui l’imputato, difeso dall’avvocato Domenico Di Bari, era legato a una donna di 40 anni, costituitasi parte civile con il legale Filippo Antonelli. Nelle prime fasi del dibattimento, l’impianto accusatorio ha cercato di delineare una dinamica di spiccata aggressività. Davanti alla giudice Ramona Bizzarri un vicino di casa della donna ha riferito di costanti liti notturne e urla, così come un militare dell’Arma intervenuto dopo un violento scontro in auto, il quale aveva descritto la persona offesa in stato confusionale.

La difesa del 50enne, invece, ha tentato di smontare l’impianto accusatorio, lo stesso imputato ha risposto alle domande delle parti. Un capitolo decisivo riguarda un certificato medico per lesioni che la persona offesa ha allegato agli atti, attribuendone la responsabilità all’ex compagno. Lo stesso imputato in aula ha spiegato che quelle lesioni sarebbero in realtà state provocate da un altro soggetto. Proprio il giorno di quella presunta aggressione, la donna lo cercò disperatamente per chiedere aiuto e fu proprio il 50enne ad accompagnarla e ad assisterla al pronto soccorso. Per questo il legale dell’uomo ha chiesto e ottenuto dalla giudice un ordine di esibizione all’Ausl del verbale di intervento del 118, in riferimento al giorno in cui sarebbero avvenute le lesioni, proprio per verificare se il luogo corrisponde a quello dove è avvenuta l’aggressione visto che la vittima aveva detto di trovarsi a casa del presunto aggressore, ovvero l’ex compagno.

Anche l’accusa di stalking, che per la Procura avrebbe avuto inizio a partire da una asserita fine della relazione nel novembre 2023 tramite chiamate e messaggi assillanti, è stata oggetto delle produzioni della difesa. L’avvocato Domenico Di Bari ha infatti depositato una fitta serie di chat telefoniche che coprono il periodo dal dicembre 2023 fino all’agosto 2025. L’esame di tali messaggi documenterebbe la prosecuzione serena del rapporto sentimentale, caratterizzata da continui e reciproci scambi di messaggi affettuosi e amorosi, ben oltre il limite temporale indicato dal capo d’imputazione. Elementi, questi, che secondo la difesa escluderebbero in radice la sussistenza di un clima di costrizione o di un fondato timore per la propria incolumità.

In merito all’accusa di maltrattamenti, l’uomo ha respinto fermamente l’etichetta di aggressore. Al contrario, sia l’imputato sia i testimoni della difesa (il nipote del 50enne e un amico e altre due conoscenti che frequentano lo stesso locale della coppia) hanno riferito di plurime condotte violente poste in essere proprio dalla donna nei confronti del compagno, spesso mosse da un’esasperata gelosia. Secondo quanto riferito in aula, l’uomo si sarebbe sempre e solo limitato a difendersi dalle aggressioni di lei. In un’occasione e in un’occasione lo stesso imputato ha ammesso di averle provocato una ferita al volto, spiegando però che il contatto avvenne accidentalmente con il proprio anello nel tentativo di pararsi da un colpo sferrato dalla ex compagna. Il processo si avvia ormai alla sua naturale conclusione. L’istruttoria dibattimentale terminerà definitivamente nella prossima udienza, fissata ad ottobre.

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