Il rigore delle aule di giustizia si intreccia ancora una volta con il dolore misurato, ma fermo, delle famiglie coinvolte. Si è tenuta giovedì in Tribunale una nuova udienza del procedimento penale legato ai presunti maltrattamenti registrati all’interno di un asilo nido privato della città. Un’udienza complessa, protrattasi per oltre tre ore nell’ambito del giudizio abbreviato condizionato, che ha visto sul banco degli imputati le due educatrici e titolari della struttura, accusate di condotte illecite in concorso ai danni di sette piccoli alunni.
Il dibattimento è stato segnato da due momenti chiave: l’esame di una delle imputate (che ha respinto tutte le accuse) condotto dal Pubblico Ministero Emanuele Daddi e dai legali delle parti civili, Daniele Mezzacapo e Pietro Martines, e l’audizione del consulente tecnico della difesa, chiamato a illustrare le sue valutazioni nell’ambito dell’approfondimento probatorio. Una fase cruciale per ricomporre il quadro di una vicenda emersa nell’ottobre 2025, quando le indagini dei Carabinieri, avviate dopo la segnalazione di un operatore ed eseguite con l’ausilio di telecamere nascoste, portarono alla luce i primi sospetti.
In aula, compatte, le famiglie dei bambini. Un segnale di composto presidio sottolineato dagli avvocati Pietro Martines e Daniele Mezzacapo, che rappresentano i genitori costituiti parte civile: «Quello che si sta celebrando non è soltanto un processo penale, ma un momento di fondamentale importanza per famiglie che da tempo attendono di conoscere la verità su quanto accaduto dove avevano affidato con fiducia i propri figli».
I legali ribadiscono la delicatezza del momento e la compostezza dei loro assistiti: «Non è semplice ascoltare queste dichiarazioni e ripercorrere circostanze che riguardano i propri bambini, ma la presenza costante dei genitori è un segnale di grande dignità. Le famiglie non chiedono clamore o condanne mediatiche, ma che si accerti la verità con il necessario rigore». Le due educatrici, invece, sono difese dall’avvocato Vittorio Manes.