Forlì, malore a scuola: bidello salvato da un docente

Senza la prontezza di intervento e il sangue freddo di un insegnante della scuola Benedetto Croce, sarebbe certamente morto il bidello che, ieri, è stato trovato privo di sensi nella palestra dell’istituto. Il collaboratore scolastico, colpito da un improvviso malore, non respirava più quando è stato trovato dall’insegnante disteso a terra e privo di sensi. Senza perdere tempo, il docente ha allertato il numero di emergenza e ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco, seguendo con precisione i protocolli appresi durante i corsi di primo soccorso organizzati dalla scuola.

Dopo alcuni minuti di manovre ininterrotte, il professore ha raggiunto il defibrillatore semiautomatico installato nell’istituto, lo ha posizionato sul petto dell’uomo e ha erogato la scarica elettrica indicata dal dispositivo. La macchina, progettata per essere usata anche da non specialisti, ha guidato ogni fase dell’operazione ma è stata certamente la lucidità e la preparazione del docente a fare la differenza in quei minuti cruciali che separano la vita dalla morte. L’uomo, infatti, aveva ripreso a respirare quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto. Dopo essere stato stabilizzato, è stato dunque trasportato a sirene spiegate all’ospedale dove ora lotta per la vita. Di certo, l’intervento immediato del docente è stato determinante per sperare in una ripresa dell’uomo le cui condizioni sono serie. Una vicenda, per la quale si spera in un lieto fine, che riaccende i riflettori sull’importanza della diffusione della cultura del primo soccorso e la capillarità dei defibrillatori nei luoghi frequentati dalla collettività. Corsi di formazione che non sono una mera formalità burocratica ma, al contrario, possono fare la differenza in caso di emergenza tra la vita e la morte. Dal 31 dicembre scorso, la presenza di un defibrillatore semiautomatico esterno (Dae) è un obbligo così come previsto dalla legge 116 del 4 agosto 2021. Così come previsto dal decreto attuativo, entro il 1° gennaio di quest’anno, le pubbliche amministrazioni con uffici aperti al pubblico e oltre 15 dipendenti devono dotarsi di tali dispositivi così come gli istituti scolastici, comprese le università. Imparare a riconoscere i segnali di un arresto cardiaco, sapere come intervenire e non farsi bloccare dal panico sono competenze che chiunque può acquisire e che, come dimostra questa storia, possono trasformare un comune cittadino in un soccorritore.

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