Forlì, libri rinati dal fango: dalla mobilitazione all’impegno rinnovato

Forlì
  • 05 novembre 2026

La forza educativa della cultura supera quella distruttiva dell’alluvione. Ieri la neonata associazione “Lib(e)ri dal fango” si è presentata alla cittadinanza, raccontando la propria storia e lanciando il suo nuovo progetto civico-culturale. A 60 anni precisi dalla catastrofica alluvione di Firenze del 1966, sono stati presentati gli obiettivi futuri dell’organizzazione partendo però dagli albori: il tutto nasce nel maggio 2023, data tristemente nota a Forlì per gli eventi alluvionali, dall’impegno dei volontari per salvare dal fango i numerosi libri danneggiati. A capitanare il neonato progetto è Nino La Martire che ha illustrato la situazione odierna dei libri recuperati tre anni fa: «Con la collaborazione tra volontari, Comando dei Carabinieri e Sovrintendenza archivistica e bibliografica sono stati salvati 50mila volumi del seminario Vescovile dopo l’alluvione. Questi libri sono stati poi congelati per la conservazione, in attesa di spedirli al liofilizzatore per i processi di recupero della Biblioteca Nazionale di Firenze. Ad oggi, dati gli enormi costi, sono stati completati due trasporti e a Forlì sono rientrati asciutti 800 volumi». Gli ostacoli economici hanno spinto il presidente a fissare le direttrici che verranno seguite: «Per prima cosa vogliamo raccogliere fondi per favorire i viaggi da Forlì al laboratorio di Firenze, così da mandare i volumi congelati e riaverli asciutti. Cercheremo poi di sponsorizzare almeno cinque viaggi, trasportando due contenitori a viaggio, per un totale di una decina di cassoni». Un altro nodo è legato al recupero delle cinquecentine e degli incunaboli, libri molto preziosi risalenti a 400 e 570 anni fa, che dopo un travagliato percorso burocratico potrebbero iniziare ad essere recuperati. Altro punto cardine dell’associazione sarà la ricerca di fondi per favorire l’istituzione di Laboratorio del restauro in Romagna, iniziativa volta ad accelerare i lunghi processi.

Paolo Tinti e del Rettore del Seminario Vescovile di Forlì ha sottolineato come l’assenza di prevenzione sia un problema dirimente: «Tutte le biblioteche travolte in Romagna erano prive di piani di emergenza. È necessario muoversi nella direzione della prevenzione per preservare i nostri patrimoni culturali». Mentre Don Andrea Carubia ha posto l’accento sulla questione dei costi: «Le stime ci dicono che solo per asciugatura, sanificazione e liofilizzazione servirebbero circa 500mila euro, mentre per il restauro dei volumi si parla di cifre tra i 2,5 e i 4,5 milioni di euro. Bisognerà procedere per priorità». Vincenzo Bongiorno, vicesindaco e assessore alla cultura di Forlì ha provato a chiarire una questione meramente politica, legata ad un interesse alla vicenda palesato dal Ministro della Cultura Giuli: «Il Ministro ha compreso la preziosità di questo patrimonio librario, si è impegnato a cercare una strada attraverso risorse dirette del Ministero. Stamattina ho avuto conferma che non si è dimenticato di Forlì e sta lavorando per reperire i fondi, nonostante questo il percorso sarà lungo».

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