Forlì, lezione per combattere bullismo e cyberbullismo

Forlì
  • 03 dicembre 2025

Una lezione per parlare di bullismo e cyberbullismo, con una docente particolare: una ragazza che è stata vittima di questi tristi fenomeni e che con grande fatica, è riuscita a uscirne, acquisendo quella forza e consapevolezza che le permette di raccontare la sua storia perché possa essere d’aiuto agli altri giovani, poco più piccoli di lei. E ora può dire di essere felice, anche se quel pizzico di rabbia e dolore per quel periodo non può svanire del tutto. Grazie all’associazione di promozione sociale “Un’altra storia”, nata nel 2018 proprio per sensibilizzare a queste tematiche e aiutare i giovani, ieri quattro classi della scuola secondaria di primo grado “Orceoli” e oggi gli studenti della “Caterina Sforza”, hanno potuto e potranno ascoltare dalla viva voce il racconto di una ragazza che ha dovuto combattere contro bullismo e cyberbullismo. Alice Masala, oggi 25enne, è arrivata dalla Sardegna per parlare ai ragazzi della sua esperienza: dalla seconda media e all’inizio delle superiori è stata sua malgrado protagonista di questi comportamenti da parte dei coetanei.

«Quando è capitato a me – racconta Alice Masala – io mi sono chiusa in me stessa, a volte ipotizzi che gli altri abbiano ragione, ti senti sola e incompresa, pensi che non ci siano persone capaci di comprendere. In terza superiore abbiamo partecipato a un incontro a scuola: io avevo capito essere sul buddismo, non sul bullismo, altrimenti vista la mia storia non avrei partecipato. Ho sentito la storia raccontata dal giornalista e scrittore Luca Pagliari su una ragazza che aveva subito bullismo e cyberbullismo: ha toccato le corde giuste. Ho sentito scattare qualcosa dentro. Era il 12 febbraio e da lì sono nati un docufilm e un libro intitolati proprio “Dodicidue” che parlano della mia rinascita».

Un percorso sicuramente non facile, ma che a distanza di anni ha condotto a un’Alice diversa: «Una cosa di cui mi sono resa conto nel mio lavoro di testimonial è quanto questi fenomeni siano diffusi. Adesso cerco di ampliare i miei strumenti per diffondere consapevolezza. Attraverso i miei video sui social vorrei essere utile quantomeno a non fare sentire sole le persone che magari si isolano nei telefoni. Chiedere aiuto non è sintomo di debolezza, parlate con i genitori, gli insegnanti, gli amici. Anche rivolgersi a psicologi come è capitato a me. Tuttora è sempre una grande emozione quando facciamo incontri a scuola. Io sono cresciuta e cambiata. Quando mi è successo di essere vittima di bullismo e cyberbullissimo ero arrabbiata. Poi sono riuscita tramite gli incontri con le scuole a capire che potevo trasformare il mio dolore in qualcosa di buono per gli altri. Nelle prime visite a scuola i riscontri li avevo dalle vittime che poi uscivano allo scoperto. Poi negli anni ho visto che rispondevano anche i bulli, che dicevano di essersi reso conto di quello che facevano, che per loro era uno scherzo, invece faceva del male a qualcuno. I ragazzi oggi sono più consapevoli, tenaci e combattivi».

«Con l’associazione – spiega la presidente di “Un’altra storia”, Valentina Vimari – avevamo sviluppato questo progetto a livello nazionale in venti tappe con protagonista Alice e con la collaborazione di Luca Pagliari. Abbiamo girato l’Italia e incontrato 8mila giovani. Adesso le scuole ci hanno chiesto altri incontri, evidentemente c’è ancora bisogna di parlarne».

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