Forlì. La riforma Schillaci scuote i medici. I sindacati pronti alla mobilitazione

La riforma firmata dal ministro della salute, Orazio Schillaci, scuote il mondo dei camici bianchi. Le case di comunità sono i luoghi fisici in cui si realizzerà la riforma attraverso i medici di base che dovranno garantire un numero minimo di ore in queste strutture. La proposta di riforma, inoltre, prevede che i medici di famiglia, gradualmente, possano passare da liberi professionisti in convenzione con il sistema sanitario nazionale a dipendenti dello stesso e mette mano anche al sistema retributivo che non sarà più conteggiato in base al numero di assistiti in carico ma calcolato per “obiettivi”. Una riforma completamente bocciata dai sindacati che ne criticano sia il contenuto che la modalità con cui è nata: «Siamo contrari a ipotesi che non nascono da un confronto con le sigle sindacali, contrari a questo modo di operare – afferma Vincenzo Immordino, segretario regionale federazione medici del territorio (Fmt) –. La bozza del decreto è stata redatta senza un confronto con il sindacato di categoria e inoltre non risolvere nulla. I medici non ci sono e questa riforma non attirerà persone a fare questa professione mentre potrebbe scatenare una serie di pensionamenti». La riforma rischierebbe, poi, di allontanare i medici di base dai propri assistiti. «Allontana la presenza dei medici dalle case delle persone perché si concentra tutto il personale nella casa della comunità. Quest’ultima, a Forlì – ragiona Immordino – si trova in centro storico dunque difficilmente accessibile, ad esempio, dagli anziani dei quartieri periferici». I sindacati si preparano, dunque, a far sentire la propria voce in merito: «La prossima settimana la mia sigla sindacale riunirà la segreteria per dar luogo allo stato di agitazione e, se necessario, passeremo allo sciopero ad oltranza. Ci riserviamo anche di raccogliere firme preventive anti-bozza di decreto dei nostri pazienti». Dall’Ordine dei medici si respira fiducia rispetto al fatto che si possa trovare un accordo condiviso: «Una riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali è cosa ormai discussa da tempo e in qualche modo ineluttabile – afferma Michele Gaudio, presidente dell’ordine dei medici di Forlì-Cesena – pertanto bisogna lavorarci e trovare un’intesa anche con le osservazioni che i sindacati di categoria stanno facendo in maniera piuttosto netta. Il testo della riforma, con le osservazioni che ha fatto la conferenza delle Regioni, appare complessivamente sostenibile anche in relazione al completamento delle case di comunità e quindi del progetto finanziato con i fondi del Pnrr. Molte delle perplessità sul sistema, secondo me, con una adeguata concertazione con sindacati, possono essere superate e ottenere il risultato fondamentale che è quello di rendere funzionali le case di comunità e quindi garantire un’assistenza migliore ai cittadini».

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