Forlì, la lunga notte dell’Electrolux

Cresce di ora in ora la tensione e la profonda preoccupazione tra i lavoratori dello stabilimento Electrolux di Forlì. Dopo il drammatico annuncio del nuovo piano aziendale di ridimensionamento presentato dal colosso svedese, gli operai hanno preso una decisione drastica: presidiare i cancelli del sito produttivo di viale Bologna anche durante la notte. La mobilitazione ad oltranza è scattata immediatamente, trasformando il piazzale antistante la fabbrica nel cuore pulsante di una resistenza operaia che non intende fare sconti. Ad allarmare la forza lavoro è soprattutto lo spettro di un possibile svuotamento improvviso dei reparti, come accaduto so a Cerreto D’Esi, nelle Marche. «Di mezzo c’è la domenica e in più lunedì l’azienda ci lascia a casa ufficialmente perché non ci sarà la corrente – hanno spiegano tre operai che lavorano qui lavorano qui rispettivamente da 7, 23 e 26 anni –, per questo abbiamo deciso di presidiare in totale autonomia lo stabilimento per evitare sorprese». La rabbia è palpabile. «È una situazione del tutto assurda e paradossale – continuano –. Da un lato ci chiedono di fare turni straordinari, arrivando a pretendere persino la sesta notte di produzione, e dall’altro, solo pochi giorni fa, annunciano freddamente 400 esuberi. Sapevamo di alcuni problemi del settore, ma non ci aspettavamo tutto questo dal giorno alla notte quando solo 10 giorni fa sono stati rinnovati 90 contratti».

Insomma, dietro i numeri e i tavoli di crisi si nasconde un dramma sociale che tocca generazioni diverse. Tra i lavoratori in bilico ci sono molte giovani coppie che hanno da poco acceso un mutuo sulla casa e stavano progettando il proprio futuro familiare, ma anche operai che lavorano da parecchi anni. Si tratta di persone che spesso non possiedono competenze o professionalità specifiche facilmente spendibili altrove sul mercato. E ricollocarsi oggi, con l’attuale congiuntura economica, è un’impresa titanica: il rischio concreto è dover ripartire da zero, accettando contratti precari e senza le tutele di cui godevano. Adesso, sale l’attesa per l’incontro fissato il 25 maggio con il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso. Da Forlì partirà un pullman con solo una cinquantina di lavoratori per questioni di ordine pubblico, mentre gli altri colleghi sciopereranno davanti allo stabilimento di viale Bologna.

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