La musica come linguaggio universale per superare le barriere del conflitto e raccontare che un’alternativa di pace è possibile. È questo il cuore del nuovo progetto coordinato dal Comune di Forlì, che vedrà protagonista il “Magnificat” di Gerusalemme, la scuola di musica dove studenti e docenti cristiani, musulmani, ebrei, palestinesi e israeliani convivono e suonano insieme ogni giorno.
L’iniziativa coinvolgerà una ventina di realtà territoriali riunite in Forlì Suona e Forlì Musica, oltre a diversi istituti comprensivi di Forlì e Bertinoro. Finanziato grazie a un bando regionale con oltre 11mila euro su un budget totale di circa 20mila euro, il percorso nasce sull’onda del pellegrinaggio in Terra Santa compiuto a inizio anno da alcuni rappresentanti locali. Durante gli incontri, gli studenti forlivesi avranno l’opportunità di confrontarsi con la professoressa Lucia D’Anna, da dieci anni residente a Gerusalemme, attraverso racconti e storie di speranza scritte a misura di ragazzo (ne è nato un libretto “Storie di speranza” con le illustrazioni di Lara Calzolari). Un modo diretto per far conoscere la complessa realtà mediorientale oltre le drammatiche immagini diffuse dai media dopo il 7 ottobre. A loro volta, i giovani studenti realizzeranno proprie riflessioni e brani dedicati al tema del dialogo. «Vogliamo sensibilizzare il nostro territorio partendo proprio dai giovanissimi», ha spiegato l’assessore ai Rapporti internazionali Kevin Bravi. Gli fa eco l’assessora alla Pace Angelica Sansavini, sottolineando come l’esperienza del Magnificat rappresenti «un segno di speranza e di convivenza pacifica tra religioni che desideriamo amplificare».
Particolarmente entusiasta anche la coordinatrice del progetto Livia Gazzoni, assieme al presidente di Forlì Musica, Piero Ragazzini, che ha ricordato l’importanza di «ricostruire un clima di fiducia partendo dalle nuove generazioni».
Il momento clou dell’iniziativa si terrà nel periodo natalizio: le scuole coinvolte organizzeranno un grande concerto di Natale. L’auspicio degli organizzatori è quello di riuscire a portare in città alcuni giovani musicisti direttamente da Gerusalemme, per regalare alla comunità un forte messaggio di solidarietà e integrazione.