«In accordo con la direttrice Carmela De Lorenzo e il cappellano don Enzo Zannoni, anche quest’anno, nell’imminenza dell’estate, abbiamo donato indumenti agli ospiti del carcere di Forlì».
A comunicare l’ennesimo gesto caritativo a beneficio della popolazione maschile della Casa circondariale di via Della Rocca, è il presidente della moschea di via Masetti, Mohamed Ballouk. Nell’elenco del vestiario, rigorosamente nuovo, consegnato sabato scorso a don Zannoni, compaiono 180 canotte, 200 magliette mezza manica collo tondo, 200 pantaloncini e 200 slip. «È un dono della comunità islamica forlivese – precisa Ballouk – che viene elargito a tutti i carcerati, nessuno escluso». Il responsabile conferma che si tratta di un gesto operato per il quarto anno consecutivo, senza dimenticare che nel febbraio scorso, sempre in accordo con la direzione e il cappellano del carcere, «abbiamo offerto pacchi di cibo ai detenuti impegnati nel Ramadan».
All’epoca, Ballouk pensò ai detenuti di fede islamica, per poi elargire un dono a tutti gli ospiti del penitenziario. Lo stesso don Zannoni conferma che, con l’arrivo a Forlì di Ballouk, i gesti di reciproco aiuto e collaborazione con la comunità islamica si sono moltiplicati, fino a divenire una prassi costante. L’apporto della comunità islamica si aggiunge a quelli della Caritas e delle altre associazioni impegnate con i detenuti.
Nella Casa circondariale di via della Rocca si trovano circa 150 fra cristiani, mussulmani, ma anche persone non appartenenti ad alcuna comunità religiosa. Numerosi ex carcerati frequentano la scuola di comunità che il sacerdote tiene nel tardo pomeriggio del giovedì nella chiesa di San Filippo Neri, in via Giorgina Saffi, con possibilità di prendere parte anche alla messa domenicale, sempre in San Filippo. È un modo per dare continuità al cammino formativo, intrapreso con queste persone durante il periodo di detenzione in via Della Rocca. La moschea di Villa Selva, cui si aggiungono gli altri luoghi di culto mussulmani presenti a Forlì, è aperta per la preghiera personale (salat), che deve essere recitata cinque volte al giorno (all’alba, a mezzogiorno, al pomeriggio, al tramonto, alla sera). Anche per il mussulmano forlivese, il giorno più importante della settimana è il venerdì, con la preghiera comune che deve essere recitata a mezzogiorno, subito dopo il sermone sulla vita del Profeta. Il sabato e la domenica, prima dell’ultima preghiera è prevista anche la lezione sulla storia del Profeta.