Forlì. La Cgil pronta a dare battaglia anche nel 2026: «Sicurezza, aumento dei redditi e rinnovo dei contratti gli obiettivi principali»

Forlì

Sicurezza sul lavoro, aumento dei redditi, rinnovo dei contratti e impegno per la pace. Sono i punti cardine sui quali lavorerà la Cgil di Forlì-Cesena nel 2026 dopo le battaglie e le vertenze affrontate nell’anno appena terminato. A fare il punto su risultati e obiettivi è la segretaria provinciale Maria Giorgini.

Quali sono i risultati più importanti ottenuti nel 2025?

«Il 2025 è stato un anno molto faticoso per il lavoro e per il territorio. I risultati più importanti la Cgil di Forlì Cesena li ha ottenuti nelle vertenze locali, spesso in contesti di totale assenza dei diritti fondamentali, dove è stato necessario ricorrere a scioperi ad oltranza, picchetti e blocchi ai cancelli. Penso ai 16 giorni di sciopero alla Giuliani Arredamenti, che hanno portato a risultati su sicurezza, salario e stabilizzazioni per oltre cento giovani lavoratori; la Bakery di Forlimpopoli, dove tre giorni di presidio hanno garantito l’applicazione del contratto nazionale corretto con oltre 200 euro di aumento mensile; e la Bipres di Portico di Romagna, dove dieci giorni di sciopero hanno permesso il pagamento di tre mensilità arretrate e una gestione corretta della solidarietà. A queste si affiancano molte altre vertenze complesse.

Quali invece i principali obiettivi per il 2026 per il territorio provinciale?

«Guardando al 2026, gli obiettivi sono chiari: aumentare i redditi colpiti dal calo del potere d’acquisto attraverso il rinnovo dei contratti, favorire stabilizzazioni e qualità del lavoro, a partire dalla sicurezza. Accanto a questo, prosegue l’impegno per la pace e contro una logica internazionale basata sulla legge del più forte. Saremo inoltre impegnati nel contrasto all’accentramento del potere e all’autoritarismo, anche attraverso la partecipazione al comitato locale per il No al referendum sulla giustizia, e nella difesa della sanità pubblica e dei servizi per anziani, disabili e non autosufficienti, oggi indeboliti da politiche di austerità e tagli».

Ci sono stati progressi nel settore del mobile imbottito dopo le vicende del 2025?

«In questo settore le vertenze del 2025 hanno finalmente acceso i riflettori su criticità che denunciamo da anni. Parliamo di un comparto che nel Forlivese coinvolge oltre 4.000 addetti. Nei primi mesi del 2026 ci aspettiamo che parta con Regione e Prefettura un lavoro strutturato; sarà determinante anche il ruolo delle associazioni di categoria, finora grandi assenti su questo tema. Auspichiamo che intendano difendere, insieme a noi, le imprese sane che rispettano le regole e la dignità del lavoro, contrastando un sistema fatto di illegalità, caporalato e malaffare».

Quale invece la situazione del ricorso alla cassa integrazione?.

«Sul fronte della cassa integrazione, gli ultimi dati disponibili, di settembre 2025, parlano chiaro: nel territorio di Forlì-Cesena le ore di Cig sono aumentate del 54,87% rispetto al 2019 e del 13,58% rispetto al 2024. Le maggiori criticità si registrano nel settore calzaturiero del Rubicone, su cui a febbraio è previsto un tavolo con la Regione Emilia-Romagna, e nella metalmeccanica artigiana. Preoccupa inoltre la fine delle risorse del Pnrr e l’assenza di una vera politica industriale nazionale, anche per questo abbiamo scioperato contro la legge di bilancio».

Gli infortuni sul lavoro sono ancora troppi anche nella nostra provincia.

«La sicurezza sul lavoro resta una vera emergenza. A settembre 2025 contavamo già 14 infortuni mortali, con un aumento del 133% rispetto all’anno precedente, e sappiamo che negli ultimi mesi dell’anno si sono aggiunte ulteriori vittime. Crescono anche gli infortuni complessivi (+3,4%, 5.284 nei primi nove mesi) e le malattie professionali (+7,4%). Le cause sono note: precarietà, bassi salari, meno controlli e forte ricattabilità dei lavoratori, soprattutto stranieri, per questo i temi dei referendum sul lavoro dove non abbiamo raggiunto il quorum, restano tutti aperti e continueremo a batterci. Nel 2025, grazie al tavolo provinciale su salute e sicurezza, abbiamo attivato una corsia dedicata per le segnalazioni e un progetto di formazione nelle scuole, avviato con l’anno scolastico 2025-2026. Un lavoro da rafforzare per fermare questa strage silenziosa».

Avete fatto incontri con i Comuni sui bilanci di previsione?

«Abbiamo incontrato quasi tutte le amministrazioni locali, abbiamo una visione complessiva sui bilanci dei 30 Comuni. Indubbiamente ci sono approcci diversi ma tutti soffrono la riduzione delle risorse delle ultime leggi di bilancio; resiste meglio il comprensorio cesenate, dove la collaborazione per tramite delle Unioni Valle Savio e Rubicone fa sistema aiutando i comuni dell’Appennino o delle aree interne e creando valore aggiunto anche per Cesena, cosa che non vediamo sul Forlivese dove l’uscita del Comune di Forlì dall’Unione assieme alle mancate scelte, stanno facendo arretrare l’insieme del territorio».

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