Forlì, la Cassazione condanna Autostrade a pagare il canone al Comune

I ponti e i cavalcavia autostradali che superano e sovrastano le strade comunali sono a tutti gli effetti un’occupazione di suolo pubblico. Per questo motivo, Autostrade per l’Italia Spa dovrà versare al Comune di Forlì e a Ica (l’ente concessionario per la riscossione) la cifra di 374.335 euro – tra canone, interessi e sanzioni – per il Cosap (Canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche) relativo all’anno 2012.

A stabilirlo in via definitiva è stata la Corte di Cassazione (Presidente Guido Mercolino) che, nella camera di consiglio, ha respinto il ricorso presentato dal colosso della rete viaria nazionale, confermando le precedenti decisioni del Tribunale di Forlì (2021) e della Corte d’Appello di Bologna (2024).

La disputa

Il contenzioso era nato a seguito di un avviso di accertamento emesso da Ica Imposte Comunali Affini. Secondo il concessionario del Comune, Autostrade era tenuta al pagamento del canone per l’occupazione del “soprasuolo” comunale, causata dalla presenza dei pontoni autostradali sopra la viabilità locale.

Autostrade per l’Italia aveva impugnato l’atto difendendosi su due fronti principali. Per la società, le autostrade sono regolate da leggi speciali dello Stato e il Comune, non avendo potere dispositivo o di rimozione su quelle strutture, non avrebbe potuto pretendere un canone concessorio. Insomma, la difesa ha sottolineato come il regolamento comunale di Forlì contenesse un elenco dettagliato delle strutture tassabili, all’interno del quale la parola “autostrada” non compariva affatto.

La Cassazione

La Suprema Corte, quindi, ha tracciato una netta linea di demarcazione tra la vecchia Tosap (la tassa di occupazione) e il moderno Cosap, chiarendo che quest’ultimo non è un tributo sulla capacità contributiva, bensì il corrispettivo economico per un uso particolare o eccezionale che il singolo trae da un bene pubblico, sottraendolo all’uso generalizzato della collettività. Poco importa, dunque, che l’infrastruttura sia un’opera pubblica statale: i cavalcavia occupano lo spazio aereo di pertinenza comunale e questo basta a far scattare l’obbligo di pagamento.

La Cassazione, inoltre, ha ricordato che il regolamento forlivese disciplina e sanziona espressamente le occupazioni abusive (ovvero quelle realizzate di fatto, senza una formale concessione dell’ente locale), prevedendo un’indennità pari al canone maggiorato del 50%. Di conseguenza, la mancanza della dicitura specifica “autostrada” non esenta la società dal pagamento, configurandosi la fattispecie come un’occupazione di fatto del soprasuolo.

La sentenza

Il verdetto per Autostrade per l’Italia è una disfatta su tutta la linea.

Oltre a dover pagare il maxi-accertamento da oltre 374mila euro per le vecchie pendenze del 2012, la società è stata condannata a rifondere le spese di giudizio: 8mila euro in favore del Comune di Forlì e altrettanti in favore di Ica, più il 15% di spese forfettarie, accessori di legge e il versamento del raddoppio del contributo unificato.

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