Forlì. La basilica di San Mercuriale chiusa al culto per una settimana

Forlì

San Mercuriale chiusa al culto per una settimana. Con un avviso affisso all’ingresso della chiesa, il parroco dell’Unità pastorale Centro Storico, don Nino Nicotra ha preventivamente informato visitatori abituali e turisti che la basilica resta chiusa da lunedì 23 marzo «per consentire le pulizie e il trattamento conservativo al pavimento restaurato in vista delle prossime solennità pasquali. La messa feriale delle 8 viene comunque celebrata, ma nella vicina chiesa del Carmine». Tutto questo sino al 29 marzo, festa della domenica delle Palme, che vedrà il ripristino delle celebrazioni nella chiesa ripulita e pronta per la Settimana Santa. L’ultima volta che la centralissima basilica di piazza Saffi è risultata chiusa al culto per un lasso di tempo significativo, è stato tre anni fa, in occasione dei lavori di riqualificazione e restauro degli interni. Protagonista e primo attore di quei lavori fu il pavimento dell’aula centrale, oggetto di cure proprio in questi giorni. Avviati nell’ottobre 2022 sotto la direzione dell’architetto Emanuele Ciani e realizzati dalla ditta Zambelli di Galeata, l’intervento terminò 5 mesi dopo con la solenne riapertura occorsa il 3 aprile 2023. Pressoché contestuale ai lavori in chiesa partì anche il restauro degli interni del campanile. Per quanto riguarda la possente torre, vanto dei forlivesi e realizzata in soli due anni (1178-1180) dall’architetto forlivese Francesco Deddi, “al fine di garantire la pubblica incolumità – si legge nella relazione tecnica del progetto – e la messa in sicurezza di un percorso interno sino al piano di calpestio delle quadrifore esistenti, è stata elaborata l’ipotesi per la percorrenza in salita ed in discesa da parte di tutti”. Si tratta pertanto di “evidenziare i punti critici dei gradini irregolari dalla base sin alla cella campanaria, con il risanamento di tutti gli elementi in cotto interni ed esterni, delle colonnine lapidee in pietra d’Istria costituenti la monofora, le bifore, le trifore e le quadrifore in sommità, con i relativi trattamenti e metodologie di protezione e conservazione”, senza dimenticare l’installazione di un corrimano di sicurezza con disegno semplice in ferro e la messa in sicurezza dei punti di affaccio, tutto regolarmente realizzato. All’epoca, vista la persistente inagibilità del Carmine, interessato dai complessi lavori di recupero delle coperture, tutta l’attività di culto precedentemente svolta a San Mercuriale fu dirottata nella chiesa di Santa Lucia.

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