«Un gigante del nostro territorio, basta vedere questa chiesa gremita per ricordare le sue gesta. Vedo la squadra di basket dell’Unieuro, basta citare l’aeroporto, la Facoltà di medicina e le tante cose che ha fatto». Così don Carlo Guardigli, parroco di San Paolo Cappuccinini, ha aperto il funerale di Giuseppe Silvestrini, l’imprenditore scomparso domenica all’età di 85 anni. E davvero la chiesa di Regina Pacis era piena di persone per l’ultimo saluto, celebrato da don Guardigli insieme a don Roberto Rossi, parroco di Regina Pacis, e don Loriano Valzania dei Romiti. Una comunità stretta attorno ai familiari nel loro composto dolore, insieme a quanti hanno conosciuto Silvestrini per motivi lavorativi, sportivi e sociali. «Un collaboratore della terra, un punto di riferimento in qualche modo per tutti - ha aggiunto don Guardigli -. La sua era una presenza costante. Ce lo immaginiamo già in paradiso: non è capace di stare fermo neanche là, sicuramente sta organizzando qualcosa di grande».
Forlì, l’ultimo saluto a Giuseppe Silvestrini: «Un gigante del nostro territorio»
Il ricordo
La parola è poi passata a padre Giovanni Querzani, amico d’infanzia di Silvestrini: «Caro Giuseppe, quanta gente ti vuole bene e oggi si è adunata in questa chiesa. Noi ci conosciamo da parecchi anni, eravamo bambini. Abitavamo vicino all’edificio comunale. Poi io sono entrato in seminario e, in seguito, i missionari saveriani mi hanno inviato in Congo, dove ho trascorso più di 50 anni. Il nostro rapporto non si è mai spento ed è stato molto intenso in occasione della tua visita assieme a tua moglie, a tua sorella Maria Grazia e a suo marito Lucio. Quella settimana vissuta insieme penso ti sia rimasta impressa nel cuore, perché hai visto con i tuoi occhi la situazione sanitaria in cui versava la povera gente, ma nello stesso tempo la ricchezza, l’accoglienza e la gioia di poter esprimere gratitudine per tutto il bene che in tutti questi anni sia tu, sia Maria Grazia avete fatto. Soprattutto per i nostri bambini, che erano la categoria più fragile in tutti quegli anni di guerra e di sofferenza. Questa gente l’hai conosciuta e ti ammirava per il talento professionale e per la grande sensibilità umana che hai sempre avuto. Oggi vogliamo esprimere la nostra gratitudine, pregare per te e dirti che continueremo a farlo».
La famiglia
La cerimonia è proseguita con le letture dei familiari, a partire dalla nipote Virginia, che ha condiviso i ricordi di chi è cresciuto con la figura di Giuseppe come esempio, sempre presente e attento, per poi leggere il pensiero della moglie: «Auguro a tutti di provare lo stesso amore che ho provato io; auguro a tutta la mia famiglia quello che ho provato io. Guardandomi indietro posso solo pensare di essere stata con un bravo marito, un bravo papà e un bravo nonno. Sei stato una persona che ha dato tanto a me e a tutti i miei cari. Non potevo augurarmi una cosa diversa». Anche Sara Vespignani, altra nipote di Silvestrini, ha ricordato gli insegnamenti, i consigli dello zio e l’importanza del valore della famiglia.
Infine, il ricordo di Riccardo Pregnolato (Accountable Manager di F.A., la società che gestisce l’aeroporto), a nome di colleghi e amici: «Non è facile trovare le parole in questo momento. Giuseppe è stato tante cose per me e desidero salutarlo per l’ultima volta anche a nome di tutti i collaboratori di F.A. È stato il nostro presidente in una fase decisiva per la nostra azienda. Chi ha lavorato con lui - e in questa chiesa ci sono molte persone che lo hanno fatto - ricorda sicuramente la sua presenza attenta, la sua capacità di ascoltare, il suo modo concreto e diretto di affrontare i problemi. Credeva nel lavoro come struttura al servizio della Romagna, e in questa convinzione la sua presenza è stata fondamentale. Il suo impegno e la sua determinazione resteranno per tutti noi un punto di riferimento».
Al termine l’ultimo viaggio di Giuseppe Silvestrini verso la sua Brisighella.