Un nuovo, prezioso tassello si aggiunge al patrimonio culturale e musicale della città di Forlì. Nella chiesa di San Biagio è arrivato l’organo a canne Van Vulpen, uno strumento meccanico di altissima fattura pronto a diventare un punto di riferimento sia per i concerti sia per la formazione dei giovani talenti del territorio. Prodotto nel 1986 e paragonabile, nel mondo dell’organaria, a una vera e propria eccellenza su ruote per qualità e precisione, lo strumento a due tastiere e pedaliera estesa è stato pensato per il grande repertorio europeo, con una spiccata vocazione per le opere di Johann Sebastian Bach. Dopo un’intensa fase di montaggio curata direttamente da maestri organari giunti dall’Olanda, lo strumento è già operativo tra le navate della chiesa del centro storico. A raccontare l’emozione per l’arrivo dello strumento è il parroco del Centro storico di Forlì, Don Antonino Nicotra: «Come da programma è arrivato nella chiesa di San Biagio l’organo a canne Van Vulpen. Qualche settimana fa avevamo lanciato la raccolta fondi e avevamo annunciato l’arrivo dell’organo. Abbiamo avuto una decina di giorni di lavoro frenetico da parte degli organari olandesi e questo è il risultato. E speriamo che sia un buon viatico per la valorizzazione di questa chiesa».
L’iniziativa, portata avanti in stretta sinergia con la comunità parrocchiale, vede in prima linea Giulia Ricci, concertista di fama internazionale, presidente dell’associazione Forlì Antiqua e organista, che sottolinea l’unicità dell’opera e il suo impatto didattico: «Questo per Forlì è il primo organo meccanico a due tastiere e pedaliera. Rappresenta quindi un tassello mancante per la città e siamo felicissimi perché lo strumento è di altissima qualità e supera addirittura le aspettative che avevamo, perché è perfettamente proporzionato all’acustica di questa chiesa. L’organo è ispirato alla tradizione organaria del pieno barocco e alcuni flauti invece richiamano la tradizione di costruzione più antica del Rinascimento olandese. Ed è veramente uno strumento ideale per la formazione degli studenti del Masini. Gli studenti sono già venuti per la prima giornata di lezione e sono veramente entusiasti di iniziare l’anno scolastico in questa maniera, con uno strumento del genere a disposizione. Per gli studenti d’organo è fondamentale l’approccio con uno strumento meccanico, perché all’azionamento dei tasti si ha davvero un controllo diretto sulla meccanica dello strumento. E quindi in questa chiesa si impara ad avere controllo sull’articolazione, di più sull’articolazione, all’interno dell’acustica di questa chiesa». Un’operazione complessa e ambiziosa – dal costo complessivo di circa 120mila euro tra acquisto (bloccato a 49mila euro), smontaggio, trasporto, installazione su pedana lignea e intonatura – che ora richiede il sostegno di tutta la comunità. È infatti attiva la campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Ginger per sostenere il progetto. Come ricordato dalla stessa Giulia Ricci, il traguardo è sempre più vicino ma serve un ultimo sforzo corale: «Siamo a circa metà dell’obiettivo che ci siamo preposti (28mila euro) e quindi invitiamo i singoli cittadini, ma anche gli enti e le aziende, a collaborare a scrivere questo tassello importante per la storia forlivese».