Forlì, l’ombra della denatalità sul futuro della scuola

Il piano di dimensionamento scolastico che prevede l’accorpamento dell’Istituto Comprensivo 4 “Annalena Tonelli” con l’Istituto Comprensivo 9 “Beatrice Portinari” entra ufficialmente nel vivo.

I temi sul tavolo

Dopo i mesi scorsi caratterizzati da forti preoccupazioni e incertezze, si è aperta una fase di dialogo serrato attraverso numerosi incontri tra l’Amministrazione comunale, le due dirigenti scolastiche e il personale. Sul tavolo, i nodi cruciali della gestione degli organici e della redistribuzione degli spazi, questioni che hanno sollevato non pochi interrogativi tra i lavoratori della scuola. «Sono emerse tante domande in merito agli organici e al tema degli spazi - conferma l’assessora alla Scuola, Paola Casara, in commissione consiliare -. Ciò che mi preme ancora una volta sottolineare è che tutto rimane così come è, non ci sarà alcuna modifica per l’utenza. L’accorpamento può essere visto come un punto di forza, come un’occasione per integrare i servizi e una sfida al miglioramento». Lo sforzo corale tra Comune e Ufficio scolastico punta infatti a un obiettivo preciso: rendere la transizione il meno invasiva possibile. Il dialogo resta aperto per far sì che la fusione rimanga un fatto puramente amministrativo, blindando i posti di lavoro del personale e tutelando la continuità didattica. Uno dei temi più caldi ha riguardato la logistica. Nelle scorse settimane sono state effettuate verifiche tecniche per capire se la nuova scuola Maroncelli, il cui cantiere è ormai alle battute finali, avesse gli spazi idonei per ospitare gli uffici centrali. «La segreteria sarà spostata proprio alla Maroncelli - conferma l’assessora -. Contestualmente, però, ci è stato chiesto di provare a vedere se è possibile mantenere un presidio anche a Villafranca». L’ascolto del territorio ha coinvolto anche i quartieri e i genitori, i quali hanno avanzato richieste specifiche per le frazioni: in particolare, è emersa la necessità di rinforzare i servizi extra scolastici per Villafranca, con un focus specifico sulla fascia oraria pomeridiana dalle 16 alle 18.

Ridisegnare i confini

Se l’accorpamento attuale rappresenta la gestione dell’emergenza presente, lo sguardo del Municipio deve necessariamente rivolgersi al futuro dei plessi scolastici, minacciati da una crisi demografica che non accenna a fermarsi. I numeri parlano chiaro: dall’anno scolastico 2016/17 a quello in corso, c’è stato un calo del 10% degli studenti tra i 3 e 13 anni. In particolare si è passati da 9.272 alunni agli 8.277 attuali. Lo scenario, però, non migliorerà a lungo termine. Infatti, le proiezioni dimostrano come per l’anno scolastico 2031/32, le scuole comunali forlivesi subiranno una nuova diminuzione di iscriti. In altre parole, tra cinque anni la popolazione scolastica sarà composta da poco più di 7.200 bambini. Di fatto si saranno persi altri mille iscritti. «Davanti a un calo demografico così evidente, il Comune al momento può favorire un lavoro di analisi e ragionare su un possibile ridisegno - spiega la dirigente comunale, Rossella Ibba -. Si può, quindi, rivedere i confini dei bacini scolastici della città nella speranza di riuscire a mantenere integri tutti gli 8 istituti comprensivi rimasti, scongiurando il rischio di ulteriori, dolorosi tagli alla rete scolastica forlivese o di nuovi ridimensionamenti».

Spazi giovanili

Da gennaio 2026, il Municipio ha deciso di pubblicare un avviso per ricercare enti del terzo settore disponibili a collaborare per dare risposta ai nuovi bisogni della popolazione giovanile tra i 15 e i 25 anni. La partecipazione è stata buona, ben in 9 hanno aderito e ora i consueti spazi di aggregazione giovanile hanno fatto un salto ulteriore: da un lato coprono una più ampia porzione della città per intercettare un maggior numero di ragazzi, dall’altro le stesse realtà che vi operano hanno ampliato la loro rete collaborando tra di loro. In sostanza i tre spazi giovani sono “La tana”( in via Curiel e oltre a Ca’Ossi si è spinta fino a Vecchiazzano con l’intenzione di farlo anche nel quartiere Resistenza e San Martino in Strada), Amistad (che è partita dal quartiere Pianta- Ospedaletto.Coriano e aggiungere Foro Boario e San Benedetto). Infine c’è Officina 52.

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