In vendita l’Officina Bravi di corso Garibaldi, 331. Sebbene non sia inquadrata nell’eletta schiera delle botteghe storiche, la rivendita di biciclette sotto il palazzone Acer (Azienda Casa Emilia Romagna), quasi a ridosso di Porta Schiavonia, è comunque molto conosciuta dai forlivesi, che in oltre sessant’anni di attività sono passati a migliaia da quelle parti per rimediare la classica foratura, o acquistare un velocipede, nuovo o usato, tradizionale e in ultimo persino elettrico. Il titolare Roberto Bravi, classe 1952 e dunque abbondantemente in età da pensione, sta cercando in tutti i modi di passare il testimone a qualcuno. Il padre Alvaro, fondatore dell’attività, l’aveva rilevata nel 1963 da Romeo Cicognani, grande campione di velocità su pista e successivamente costruttore di bici pluripremiate, attivo dal 1922 al 1962. Sessant’anni fa si vendevano biciclette, motocicli e pure motofurgoni. Le due ruote esposte nella vetrina della bottega erano parte integrante dei sogni del momento: Bottecchia, Atala e Olmo. Il commercio andava bene anche perché la posizione era buona, con vista diretta su Porta Schiavonia e frenetico passaggio di gente, ovviamente in bicicletta, diretta in centro. Babbo Alvaro vendeva e riparava sia bici che motocicli, al punto da divenire concessionario di alcune note marche di motorini, come Mondial, Malanca e Peugeot. I Bravi erano sostanzialmente casa e bottega, visto che risiedevano in uno degli appartamenti dello stesso “Casermone” Acer. Una mattina del 1964, l’artigiano si ritrova faccia a faccia con un poco più che adolescente Otello Buscherini, desideroso d’imparare i trucchi del mestiere. Una stretta di mano e il futuro campione diviene uno della famiglia. «Otello – ricorda Alberto Bravi, fratello minore di Roberto e titolare in prima persona dell’esercizio sino al 2018 – non faceva solo da “garzone”, ma provava anche i mezzi, cominciando a fare qualche corsetta qua e là». Ed è lì che nasce il suo mito, tragicamente infrantosi il 17 maggio 1976 contro una rete di protezione del circuito toscano del Mugello. Con il trascorrere dei decenni, in corso Garibaldi ,331, sono cambiate molte cose: i clienti sono ciclisti di passaggio, che aspettano l’intervento del meccanico prima di riprendere la corsa. «Adesso più che altro sono stranieri – riprende Roberto Bravi – che utilizzano la bici anche per andare a lavorare». L’anziano meccanico confida di trovare presto una persona che rilevi l’attività (non i muri, di proprietà dell’Acer, ndr). Qualche persona interessata a subentrare si è già fatta avanti, ma non è semplice: «Per fare il meccanico o il rivenditore di bici occorre conoscere bene il mestiere, fatto di passione per le due ruote, ma anche di competenza». Nel frattempo l’artigiano guarda avanti: «Adesso tengo aperto solo al pomeriggio, finché sarò in grado di farlo». In attesa di un appassionato che sappia dare un futuro allo storico esercizio.
Forlì. L’Officina Bravi dopo 60 anni mette in vendita l’attività. Migliaia i forlivesi passati nel tempo a riparare bici e moto