La cultura in provincia di Forlì-Cesena mostra segnali positivi su tutti i fronti. A commentare la situazione del settore, legato a doppio filo anche al turismo, è il vicesindaco Vincenzo Bongiorno.
Forlì. L’Amministrazione punta a far diventare Forlì sempre più città d’arte e di cultura
I dati provinciali mostrano un sistema culturale in crescita: 1.901 imprese, 5.900 occupati e un valore aggiunto di circa 300 milioni di euro. Come valuta questa crescita?
«Positivamente. Sono segnali incoraggianti che vanno visti non come un punto d’arrivo, ma come stimolo per continuare a crescere. La candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 ha incrementato l’entusiasmo ed è stata uno stimolo prezioso. È importante che emerga il considerevole contributo economico al sistema produttivo locale, che dimostra che anche sul nostro territorio è possibile fare impresa e lavorare grazie alla cultura».
Forlì negli ultimi anni ha investito su mostre, musei, grandi eventi e iniziative culturali. Queste attività sono pensate anche come strumenti di sviluppo economico della città?
«È tutto correlato e ogni azione che mettiamo in campo è pensata e valutata anche per il risvolto benefico all’economia cittadina. Gli investimenti in Cultura non fanno eccezione».
C’è un progetto per mettere maggiormente in rete i musei, le mostre, il patrimonio storico e gli eventi culturali cittadini, così da costruire un’offerta adeguata anche per i turisti?
«Sì, è un progetto articolato in più azioni che ha come obiettivo di fondo quello di valorizzare e accreditare sempre più Forlì quale città d’arte e cultura con le sue rassegne e il suo “Museo a cielo aperto”. In questa direzione va, ad esempio, “Esplora Forlì”, una programmazione di nove mesi che proponiamo con numerose visite guidate gratuite da aprile a dicembre, realizzate in collaborazione con Diocesi, Soprintendenza e Confguide provinciale. Vi è la rassegna di grande successo “Un’Opera al mese”. Lo scorso aprile, per la prima volta dal dopoguerra, abbiamo aperto stabilmente al pubblico nei fine settimana i Mosaici del Volo; il sabato e la domenica continua ad essere visitabile la Rocca di Ravaldino. Il Museo San Domenico, con la Pinacoteca, Sezione Grandi Donatori e Collezione Verzocchi lo stiamo valorizzando tutto l’anno, non solo in occasione delle Grandi Mostre. Il prestigio culturale della città, da maggio, è stato accresciuto dall’Auditorium Conad – Città di Forlì. Tutti questi elementi, ve ne sarebbero anche altri, sono anche motivo di attrazione turistica. Cultura e Turismo sono davvero due facce della stessa medaglia ed è forte la collaborazione con l’assessore Kevin Bravi, che tra le sue deleghe ha Turismo e Marketing territoriale. Dialoghiamo e collaboriamo, inoltre, con altri territori, poiché è fondamentale concepirsi in una dimensione di area vasta romagnola».
Forlì ha diversi luoghi e contenitori culturali a cominciare dal San Domenico. È possibile costruire intorno a questi luoghi un sistema culturale permanente, e non legato soltanto alle singole grandi mostre?
«Questo sistema c’è e comprende anche la notevole offerta culturale rivolta alle scuole di ogni ordine e grado. È una rete da curare costantemente e da sviluppare ulteriormente, pure con l’importante apporto dell’associazionismo».
In ottica futura quali sono secondo lei i tre obiettivi principali su cui puntare per far crescere la cultura a Forlì e coinvolgere sempre di più cittadini e turisti?
«Dovremo continuare ad investire sul coinvolgimento delle famiglie e quindi dei più piccoli, per appassionarli sin da bambini alle bellezze dell’arte e alla storia della propria città.
È necessario proseguire nel promuovere iniziative ed eventi alla portata di tutti, per vivere la cultura incontrandosi, condividendo esperienze. Continueremo ad aprire nuovi poli culturali attrattivi per i forlivesi e per i turisti. Da quando c’è l’Amministrazione Zattini, per i luoghi della cultura vi sono state solo nuove aperture, tra cui la Biblioteca a Palazzo Romagnoli che sta ricevendo l’apprezzamento dei cittadini».