Dopo anni di inverni insolitamente caldi, la neve è tornata a imbiancare i campi romagnoli con accumuli significativi. Un evento che, secondo i rappresentanti delle organizzazioni agricole, potrebbe avere effetti benefici per le colture, anche se restano alcune preoccupazioni legate alle temperature particolarmente rigide registrate nella notte.
“È stata una nevicata normale come quelle degli inverni ‘normali’ di anni fa - commenta Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna -. Al contrario, si può dire che uno dei problemi maggiori dei cambiamenti climatici sono gli inverni caldi che comportano difficoltà di maturazione delle gemme poiché hanno bisogno di freddo”.
Se la neve in sé rappresenta un elemento positivo, le temperature della notte scorsa destano qualche preoccupazione. In alcuni territori romagnoli il termometro ha toccato quota -15 gradi, valori che potrebbero creare problemi alle piante, in particolare a quelle da frutto. “È una verifica che potremo fare solo tra un po’ di tempo”, spiega rimandando alle prossime settimane la valutazione dell’impatto reale del gelo intenso.
”C’è da dire che, almeno quest’anno, la vegetazione dei frutti è ferma - ragiona Daniele Montemaggi, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini -. Nelle stagioni passate erano aperti per le temperature calde del periodo, adesso invece sono chiusi quindi non prendono gelate”. Una differenza sostanziale rispetto agli anni precedenti, quando le gemme anticipavano la ripresa vegetativa a causa del clima mite, esponendosi poi al rischio di gelate tardive. Entrambe le associazioni di categoria concordano sul principale beneficio portato dalla neve: la riserva idrica.
“La neve sul terreno è un bellissimo sistema di approvvigionamento acqua - sottolinea spiega Misirocchi -: sciogliendosi piano piano non va persa nulla”.
Un concetto ribadito con forza anche da Montemaggi: “Per la terra la neve è solo acqua santa perché riempie le falde”. Lo scioglimento graduale della coltre nevosa permette, infatti, un assorbimento ottimale da parte del terreno, garantendo un rifornimento prezioso per le riserve idriche sotterranee. Un altro aspetto positivo del ritorno del freddo invernale potrebbe riguardare i parassiti delle colture. “I parassiti sono sempre bravissimi ad adattarsi ai climi - osserva Misirocchi -, però sicuramente in alcune popolazioni questo inverno freddo potrebbe ridurli come numero”.
Sul fronte dei danni, dunque, la situazione non desta al momento grosse preoccupazioni. “Si è rotto qualche ramo di ulivo perché la neve è pesante - conclude Montemaggi - ma dei grossi danni in agricoltura non ci sono. Questa neve è stata solo una benedizione in questo momento”.