Un territorio sano ma non immune al rischio di riciclaggio da parte della malavita. È la fotografia scattata ieri durante il seminario dedicato al rischio riciclaggio e alle infiltrazioni malavitose nel tessuto economico e sociale del Forlivese e del Cesenate. Un appuntamento rivolto agli iscritti degli Ordini e Collegi aderenti al Comitato unitario permanente delle professioni.
Forlì, infiltrazioni mafiose e riciclaggio: «Provincia sana, ma guardia alta»
Il pericolo
«La Dia colloca l’Emilia-Romagna al terzo posto in Italia per rischio e impatto delle infiltrazioni mafiose, dopo Campania e Sicilia – ha spiegato il comandante dell’arma dei Carabinieri della Provincia di Forlì-Cesena, Gianluigi Di Pilato –. Qui le organizzazioni mafiose non si palesano con il loro modus operandi classico, ma con una metodica molto più silente, una penetrazione pervasiva che ha tutta una sua logica e una sua incisività». «Per l’Emilia-Romagna – ha aggiunto il direttore della filiale di Forlì della Banca d’Italia, Cosimo Marsella – il 6% delle segnalazioni per operazioni sospette è riconducibile a contesti di criminalità organizzata, è lo stesso dato della Sicilia, per confermare il concetto che la criminalità non conosce frontiere». Nessun territorio, dunque, è immune dalla minaccia della criminalità organizzata: «Qualunque territorio corre questo rischio, lo corrono in particolare quelli ricchi, quelli con un’economia vivace, frizzante, all’interno della quale gli imprenditori illegali possono insinuarsi per reinvestire il loro denaro – ha spiegato il Procuratore della Repubblica di Forlì-Cesena, Enrico Cieri –. Le mafie del Nord ormai sono comunemente denominate mafie silenti che non hanno quella capacità di asservimento del territorio, di imporre con violenza l’assoggettamento e l’omertà a coloro che ne sono costretti a subirne le conseguenze ma sono mafie perché conservano quella riserva di violenza».
Gli anticorpi
Il comandante della Guardia di Finanza, Roberto Prosperi ha definito “di livello basso” le infiltrazioni nella provincia di Forlì-Cesena. «Sicuramente i settori economici più a rischio, tenuto conto di quelle che sono le caratteristiche economiche del territorio, sono quello immobiliare, turistico-alberghiero e agroalimentare – ha detto – che sono i settori trainanti dell’economia e come la criminalità organizzata è abituata a fare, cerca di orientare le proprie operazioni verso quei settori che sono appunto una tipicità del territorio. Mi rivolgo a voi professionisti affinché quest’opera di attenzione sia sempre massima a tutela delle categorie professionali ma soprattutto a tutela di un’economia che è sana».
Ruolo fondamentale
In questo senso i professionisti svolgono un ruolo fondamentale nel segnalare alle autorità competenti tutte quelle operazioni sospette che potrebbero essere riconducibili alla criminalità organizzata. «La Romagna è da sempre territorio sano con qualche raffreddore – ha detto il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini riassumendo con una immagine il senso del seminario –. Non dobbiamo minimizzare il problema sentendoci immuni e come istituzioni abbiamo prima di tutto bisogno di far rete».